26 Marzo Mar 2018 1249 26 marzo 2018 Aggiornato il 27 marzo 2018

«Chiamatemi presidente»: perché Casellati non ha contraddetto Laura Boldrini

Neanche lei, nella sua battaglia grammaticale di genere, si faceva chiamare «presidentessa». Per declinare il ruolo al femminile basta cambiare l'articolo.

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Maria Elisabetta Alberti Casellati

«Presidente o presidentessa?». «Preferisco essere chiamata presidente». Lo ha detto Maria Elisabetta Alberti Casellati, neo eletta presidente del Senato e prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia della Repubblica, rispondendo a un giornalista mentre lasciava frettolosamente il teatro Carlo Felice di Genova.
Un'affermazione che ha sollevato qualche polemica e che ha catturato i media, destando scalpore se si pensa alla battaglia sulle declinazioni femminili in grammatica portata avanti per anni da Laura Boldrini, ex presidente della Camera, che ha passato il testimone a Roberto Fico del M5s. Presidente, appunto. Non presidentessa. Il femminile di presidente è sempre presidente, infatti. Ma si coniuga con l'articolo femminile. La stessa Boldrini ha sempre chiesto di essere chiamata «la presidente», non «la presidentessa».
Nessuno scoop, insomma. Nessuna inversione di marcia, almeno per ora. Casellati non si è espressa in modo più approfondito sulla questione grammaticale di genere, non ha detto che vuole che per riferirsi a lei si usi l’articolo maschile. Quindi se ci atteniamo alla sua risposta troviamo che non c'è nessuna guerra a Boldrini, come invece hanno scritto testate come Libero e Il Secolo d'Italia, politici (Nunzia De Girolamo, ad esempio) e altri utenti su Twitter, esultando per (il finto) schiaffone nei confronti di Boldrini, che invece ha risposto per le rime a Libero: «Per il vostro giornale non riesco a trovare appellativi nè al maschile nè al femminile».

LE OMBRE DI CASELLATI

Avvocata matrimonialista classe 1946, iscritta all'Ordine di Padova, da sempre vicina a Berlusconi e Nicolò Ghedini, Casellati si è insediata solo da qualche giorno ma ha già fatto parlare molto di sè. E non in positivo. Soprattutto di quando, tra il 2004 e il 2006 ricopre il ruolo di sottosegretario alla Salute, finisce al centro delle polemiche per via dell'assunzione della figlia Ludovica a capo della sua segreteria. Poi c'è il rapporto con l'ex Cavaliere: sul suo profilo Twitter (inattivo) giganteggiano una bandiera di Forza Italia e la sua foto mentre stringe la mano a Berlusconi, in difesa del quale interviene più volte, soprattutto sul piano giudiziario, sostenendo le cosiddette «leggi ad personam».
Inoltre, desta molta preoccupazione la sua posizione nei confronti delle unioni civili, che sostiene non essere paragonabili ai matrimoni tra uomo e donna. E una presidente del Senato omofoba non sarebbe certo un passo avanti.

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