Elezioni 2018

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23 Marzo Mar 2018 1200 23 marzo 2018

La Camera dei deputati ha avuto solo tre Presidenti donne

Dalla nascita della terza Repubblica a oggi sono state una manciata: Nilde Iotti, Irene Pivetti e Laura Boldrini. Speriamo che sia la volta di una quarta.

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Camera Presidenti Donne

Due giorni lunghi e complicati, quella del 23 e 24 marzo, al termine dei quali sono stati designati per designare la seconda e la terza carica dello Stato: la presidenza della Camera e del Senato. Si parlava da giorni di un accordo tra il Centrodestra e il Movimento 5 stelle per spartirsi le Camere. E alla fine così è stato: Roberto Fico alla Camera, Maria Elisabetta Casellati al Senato. Quest'ultima è la prima donna eletta Presidente del Senato. Prima di lei, solo tre donne erano state invece elette alla Camera. Ricordiamole.

NILDE IOTTI

La prima, storica, fu Leonilde Iotti, detta Nilde, nata a Reggio Emilia nel 1920. Fu presidente della Camera dei Deputati per tre legislature, tra il 1979 e il 1992: il più lungo mandato istituzionale relativo a qualsiasi carica nazionale dall'istituzione della Repubblica.
Laureta in Lettere, ex insegnante, comunista, rimasta orfana di padre nel 1934, riuscì a proseguire gli studi perché la madre, in un periodo in cui le donne per la legge fascista erano relegate al focolare domestico, iniziò a lavorare. Venne a sapere dell'incarico alla Camera mentre era in casa a lavare i piatti.
Nilde Iotti è ad oggi la donna che più è andata vicina a diventare Presidente del Consiglio: nel 1987 ottenne infatti dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga un incarico di governo con mandato esplorativo, che però si conclude senza esiti. Nel 1992 fu inoltre la candidata di sinistra alla presidenza della Repubblica. La Iotti sedette ininterrottamente tra i banchi di Montecitorio fino al 18 novembre 1999, quando rinunciò ai suoi incarichi per problemi di salute: sarebbe morta pochi giorni dopo, il 4 dicembre.

IRENE PIVETTI

Dopo Nilde Iotti, prima di vedere un'altra donna alla presidenza della Camera dobbiamo aspettare il 15 aprile 1994 quando Irene Pivetti viene eletta al quarto scrutinio ottenendo 347 voti (38 più del quorum). Classe 1963, una laurea in Lettere, inizia la sua carriera come giornalista e consulente editoriale. Vicina inizialmente all'area politica cattolica, aderisce alla Lega Nord nei primi anni '90. E dal 1990 al 1994 è responsabile della Consulta cattolica del partito.
Alle elezioni del 1996 è rieletta deputato della Lega Nord, ma il 12 settembre 1996 è espulsa dal partito per la sua opposizione alla linea della secessione padana. La Pivetti a soli 31 anni è stata la più giovane presidente della Camera della storia italiana. Una che nel 1998 fece cadere il governo Prodi con la sua assenza con la scusa di dover restare a Milano ad allattare.

LAURA BOLDRINI

L'ultima, fino al 22 marzo 2018, è stata Laura Boldrini: figura criticatissima e bersagliata dall'odio online ben prima della sua candidatura con Liberi e Uguali, nonostante sia da sempre impegnata nella battaglia a favore dei diritti delle donne, dal contrasto della violenza alla questione grammaticale femminile.
Anni di viaggi, laureata in Giurisprudenza, una carriera lavorativa presso ONU e UNHCR, alle elezioni del 2013 è candidata alla Camera dei deputati come indipendente nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà come capolista nelle circoscrizioni Sicilia 1, Sicilia 2 e Marche.
Il 16 marzo 2013, a sorpresa viene candidata ed eletta presidente della Camera, ottenendo 327 voti su 618 votanti. È la terza donna, dopo Iotti (1979-1992) e Pivetti (1994-1996), a ricoprire questo ruolo. Come primo gesto, decide di ridurre il proprio stipendio, rinunciare all'alloggio ufficiale e ad altri benefit previsti per la sua carica istituzionale.

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