Elezioni 2018

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13 Marzo Mar 2018 1201 13 marzo 2018

Donne e politica: 70 anni di quote rosa mancate

Uno studio del Senato mostra come dal 1948 a oggi le donne siano sempre state scarsamente rappresentate nel Parlamento italiano. E non solo.

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Settant'anni di governi, 1500 ministri. E, tra questi, appena 78 donne. È forse questo il dato più eclatante che si può trovare nel dossier Parità vo cercando, pubblicato l'8 marzo dall'Ufficio valutazione impatto del Senato. Un numero che ci conferma ciò che già sapevamo: che nella politica italiana la parità di genere non è mai esistita e che non esisterà per qualche tempo ancora. Anche se, pian piano, le cose sembrano andare verso un lento ma costante miglioramento.

UN PRESENTE AMBIGUO

Le elezioni del 2018, da questo punto di vista, possono essere lette in chiave positiva o negativa. Positiva, come fa il dossier Uvi, perché oltre un terzo delle parlamentari saranno donne. Negativa, invece, perché il sistema messo in atto dal Rosatellum per dare una parvenza di quote rosa è stato aggirato con effetti flipper e candidature ad hoc in collegi blindati o sicuramente persi. E i numeri delle parlamentari elette potrebbero essere leggermente inferiori a quelli della legislatura precedente.

IL MIRAGGIO DELLE ALTE CARICHE

Stendendo un velo pietoso sulla statistica dei Presidenti del Consiglio, finora sempre e solo uomini, si può notare come solo dal 1983 in poi la presenza di ministre negli esecutivi sia diventata costante, e con gli anni sempre più presenti nelle svariate compagini governative che si sono via via susseguite. Nessuna donna è mai stata Presidente del Senato; cinque su 17, invece, le donne che hanno presieduto la Camera.

SOLO COMUNI PICCOLI

Regolando lo sguardo invece sulla politica locale e non più su quella nazionale, si può constatare come 13 regioni non abbiano mai avuto una donna alla loro guida. Sono attualmente 1086, invece, i comuni guidati da una sindaca: ma fa riflettere il dato per cui 1004 di queste siano state elette in comuni con meno di 15 mila abitanti. Come se ci fosse una certa ritrosia ad affidare incarichi apparentemente più gravosi a una donna. O, forse, a sottrarle un posto di maggior rilievo e prestigio.

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