Elezioni 2018

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7 Marzo Mar 2018 1246 07 marzo 2018

Elezioni 2018, le candidate non elette in Parlamento

I grossi nomi sono riusciti a entrare quasi tutti. Con qualche clamorosa eccezione: come Francesca Barra e Alessia D'Alessandro.

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Elezioni 2018 Candidate Non Elette 1

«Purché se ne parli», si diceva una volta in un'ottica cinicamente pubblicitaria che poi sarebbe stata applicata anche alla politica. Le elezioni 2018 ci insegnano che non è sempre così. Perché tra tanti nomi paracadutati o blindati in collegi sicuri, c'è una sparuta pattuglia di candidate non elette celebri, due delle quali più di tutte le altre hanno goduto dell'attenzione dei media: Francesca Barra e Alessia D'Alessandro.

LA DISEREDATA DI MATERA

Del Partito Democratico una, del Movimento 5 Stelle l'altra, Barra e D'Alessandro hanno fatto parlare di sé prima di tutto per il loro aspetto fisico (la nostra stampa è quella che è), facendo convergere su di sé i riflettori più disimpegnati della cronaca politica. Ci sono stati dei giorni in cui non si faceva altro che parlare di loro: della Barra e del suo matrimonio con Claudio Santamaria, delle sue battaglie anti-cyberbullismo (demolite da Selvaggia Lucarelli), del suo renzismo convinto. Si era candidata in casa, Francesca Barra, ma la sua Matera l'ha tradita due volte, preferendole prima il candidato 5 Stelle e poi quello del centrodestra. E se fosse stata fedele alle proprie parole, dopo l'esperienza politica avrebbe dovuto dire addio al giornalismo, come annunciato. Così non è stato.

L'ECONOMIST NON BASTA

Discorso analogo vale per Alessia D'Alessandro, anche se le sfumature sono un po' diverse: mentre Barra ha in un certo qual modo scatenato una discreta antipatia e tutti, sotto sotto, erano pronti a silurarla, D'Alessandro ha sedotto la stampa italiana facendola impazzire: l'hanno annunciata come un'esperta di economia che lavorava con la Merkel, ma in realtà, parole sue, tutto quello che fa è sfogliare l'Economist di tanto in tanto, e la sua esperienza tedesca nulla ha a che vedere con l'inossidabile mutti Angela. Il tonfo di D'Alessandro è ancora più fragoroso, perché in tutta la Campania è stata l'unica del M5S a non vincere la sfida all'uninominale.

LA POLITICA DEI SELFIE

E allora, che analisi possiamo trarre da questi due grandi grossi flop? Forse nessuna, ma qualche considerazione, qualche supposizione possiamo farla. E che forse, nel buio di questo risultato elettorale (sapete quali sono i valori di LetteraDonna), la bocciatura di queste due candidate ha qualcosa di positivo: perché, si spera, può insegnare a chi ha fatto le liste che una buona parte dell'elettorato non può più permettersi di sostenere il candidato rinomato e di bella presenza. Ma preferisce dare fiducia a promesse probabilmente insostenibili. ma che suonano comunque più concrete di un selfie e di un book fotografico.

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