Elezioni 2018

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31 Gennaio Gen 2018 1745 31 gennaio 2018 Aggiornato il 28 febbraio 2018

Elezioni 2018, l'effetto flipper sfavorisce le donne

Tante candidature in più per le big, tante possibilità in meno per le altre aspiranti parlamentari.

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Effetto Flipper Legge Elettorale Donne Maria Elena Boschi

Evviva le quote rosa, evviva l'alternanza uomo-donna. Solo sulla carta, però. Perché, in realtà, l'apparentemente virtuoso intervallarsi prescritto dalla legge elettorale nasconde un inghippo che finirebbe per svantaggiare le donne. Per favorire gli uomini? No, altre donne. Lo chiamano effetto flipper, ed è quello che si verifica quando, per scongiurare la mancata elezione di qualche nome piuttosto grosso, questo viene candidato capolista in uno o più listini. Ne consegue che, quando la prima della lista viene eletta in un listino, in tutti gli altri passa avanti il secondo. E, dunque, se in cima alla lista c'è una donna, il secondo sarà sempre un uomo.

BOSCHI ONNIPRESENTE

Lo racconta bene la Stampa: se prendiamo a esempio Maria Elena Boschi, che oltre all'uninominale di Bolzano è candidata anche in Lombardia, Lazio e tre zone della Sicilia, ne deduciamo che a prendere il suo posto in caso di elezione non saranno cinque donne, ma cinque uomini. Di analoghi 'trattamenti di favore' godono nomi come Marianna Madia e Lucia Annibali, più nomi meno noti alle cronache come Rosa Maria Di Giorgi, Simona Malpezzi o Maria Chiara Gadda.

LE PLURICANDIDATE DEGLI ALTRI PARTITI

Il meccanismo è chiaro: sacrificarne cinque per eleggerne una. Dando, inoltre, buone garanzie ai colleghi maschi di conquistare un posto in Parlamento. Tutto legale, attenzione: il Rosatellum prevede le multicandidature, sistema studiato in teoria per dare la possibilità ai partiti minori di puntare su nomi di maggior richiamo. Ma il malumore, sempre secondo la Stampa, serpeggia tra le responsabili regionali del Pd.
Pd che, va detto, non è l'unico partito a essere accusato di aver sfruttato questo meccanismo a danno delle donne: Libero ha puntato il dito contro Laura Boldrini, ma alcuni nomi di donna si ripetono anche nelle liste di Forza Italia.
Su lavoce.info, d'altra parte, si fa notare che le quote rosa, di fatto, vengono aggirate anche con un altro semplicissimo meccanismo: vale a dire la candidatura di una donna in un collegio uninominale dove la sconfitta è pressoché sicura o del tutto incerta. E il rischio di un Parlamento a trazione maschile diventa sempre più concreto.

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