8 Gennaio Gen 2018 1625 08 gennaio 2018

Donald Trump e le donne: la testimonianza di Fire and Fury

Il libro di Michael Wolff rivela i presunti dettagli delle relazioni che il Presidente ha con tre personaggi di rilievo: la moglie Melania, la figlia Ivanka e la consigliera Kellyanne Conway.

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Donald Trump Michael Wolff Fire And Fury Donne (2)

Donald Trump voleva impedirne la pubblicazione, ma quelli di Wikileaks hanno tagliato corto: il pdf del libro Fire and Fury, già pubblicato il 4 gennaio e contenente numerosi retroscena imbarazzanti per il presidente Usa, è stato caricato su Google Drive dall'organizzazione fondata da Julian Assange. 327 pagine dense di dietro le quinte e dichiarazioni raccolte da un giornalista, Michael Wolff, che non è famoso per la sua affidabilità. Eppure, fake news o no, Trump è sembrato seriamente preoccupato per la pubblicazione. Corre il sospetto che tra numerose inesattezze ed esagerazioni, si annidi qualche scomoda verità che il maldigerito leader repubblicano vuole mettere a tacere. Il libro di Wolff, d'altra parte, fa luce anche sulle tre donne che sono maggiormente vicine a Trump e più ne influenzano le decisioni.

LA MOGLIE

A cominciare dal modo in cui cercava di spingere le mogli degli amici a tradirlo con lui, uno degli aneddoti che più hanno fatto scalpore negli ultimi giorni: le metteva in ascolto tramite interfono, poi spingeva gli ignari mariti a raccontare quando e come avevano tradito le loro mogli, nel frattempo in ascolto. Per la propria moglie, invece, sembra che Trump non si sia mai preoccupato troppo, né che il loro rapporto sia mai stato dei più passionali: secondo Wolff, Melania Trump trascorreva molti giorni lontana dal marito, senza mai preoccuparsi dei suoi affari. Ciò che la preoccupava, invece, era l'idea che Donald potesse diventare davvero Presidente degli Stati Uniti. Un timore di cui la figliastra Ivanka rideva alle sue spalle, con malcelato disprezzo, e su cui lo stesso Trump l'aveva più volte rassicurata. Ricordiamo tutti il peso che ebbe la campagna elettorale su Melania, a partire dal leak delle sue foto di nudo scattate anni e anni prima, fino alle insinuazioni che in passato fosse stata una escort. Trump le assicurò che con la sconfitta elettorale i riflettori sul suo privato si sarebbero spenti una volta per tutte, salvo poi ritrovarseli puntati addosso per quattro anni: ricostruzione verosimile, considerato che tutti i giornali hanno definito Melania come la first lady riluttante.
Riluttante, pare, anche a trascorrere il proprio tempo con il marito. Secondo Wolff, era dai tempi di Kennedy che la coppia presidenziale non dormiva in letti separati.

LA FIGLIA

Di tutt'altra pasta appare Ivanka Trump (e effettivamente lo sta dimostrando, al di là della ricostruzione di Wolff): se all'inizio il suo piano era quello di diventare una star social-televisiva, la vittoria del padre ha dato una brusca sterzata alle aspirazioni di Ivanka. Ritrovatasi all'interno della Casa Bianca, fin da subito ha cercato di mettere mano ai bottoni delle stanze del potere. Anche perché, secondo Wolff, il suo fine ultimo sarebbe tra i più ambiziosi: diventare la prima Presidente donna degli Stati Uniti d'America, con buona pace di Hillary Clinton. A sostenerla, il marito Jared Kushner. Non è un caso che il quinto capitolo sia intitolato Jarvanka, nel tentativo di descrivere e analizzare questa sorta di bestia a due teste che, fatto fuori Steve Bannon, ha forse l'influenza maggiore sulle scelte di Trump. La loro relazione è stata seguita all'inizio da nientedimeno che Wendi Murdoch, e Ivanka secondo Wolff fa parte di quella schiera di donne agiate che non hanno intenzione di rimanere dietro le quinte, ma che puntano piuttosto a fare del loro status di socialite un trampolino di lancio per acquisire maggior potere.
Inoltre, così come Melania appare una moglie distaccata e disinteressata, Ivanka viene descritta come una figlia che mette il proprio tornaconto davanti al rapporto filiale: come se all'interno della famiglia Trump non esista spazio per i sentimenti, ma solo per il business e la spartizione del potere. È notizia recente, però, che i piani presidenziali di Ivanka e Jared siano in serio pericolo: i due sono nel mirino per i fatti del Russiagate.

LA CONSIGLIERA

Tra le donne che non credevano in Trump non c'era solo la figlia Ivanka, ma anche la sua fidata consigliera politica Kellyanne Conway, e ora sua consulente. Narra Wolff che il giorno delle elezioni il telefono di Conway fosse rovente: era lei a chiamare amici, media e nemici per scaricare la responsabilità dell'imminente débâcle sulle spalle di Reince Priebus e assicurarsi un posto importante in qualche trasmissione televisiva. Oltre un anno dopo, invece, Kellyanne è ancora in sella all'amministrazione Trump. Il quale, però, sembra non nutrire più molta stima nei suoi confronti: la considera poco più di una piagnucolona. Ma è anche la donna che si sta facendo in quattro per cercare di restituire a Melania un'immagine pubblica più gradevole, perché convinta che un Presidente senza una first lady all'altezza è un Presidente monco, o quantomeno vacillante.
Poca simpatia, invece, sembra scorrere tra Conway e Ivanka Trump: secondo la figlia del Presidente, la consulente catalizza troppo l'attenzione dei riflettori, sottraendole spazio sui media.

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