23 Dicembre Dic 2015 1244 23 dicembre 2015

Genitori separati, a Natale alternatevi

Le giornate festive possono trasformarsi in un momento stressante per i figli di divorziati e per le famiglie allargate. Per evitarlo abbiamo chiesto il parere della psicologa Anna Oliverio Ferraris.

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Non solo pacchetti sotto l’albero, giornate libere da impegni e tavoli con il tappeto verde per le tombolate in famiglia. Le feste natalizie possono diventare fonte di stress per i più piccoli, specie quando i genitori sono divorziati o la loro è una famiglia allargata. Per regalare ai figli la serenità che meritano, anche in periodi delicati come questi, ci siamo fatti consigliare da Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma, psicoterapeuta specializzata in problemi della crescita e direttrice della rivista degli psicologi italiani Psicologia Contemporanea. Il suo libro Il terzo genitore. Vivere con i figli dell’altro (pp. 210, 17,50 euro) è appena stato ristampato da Raffaello Cortina Editore.

DOMANDA: Come vengono vissute le feste natalizie dalle coppie separate o divorziate con figli e dalle famiglie allargate?
RISPOSTA: Dipende dall’accordo, o dal disaccordo, che esiste tra i due genitori e da come è organizzata la loro vita con eventuali altri partner, parenti e amici. Qualche volta riescono a ritrovarsi insieme con i figli. Più spesso accade che i figli trascorrano il Natale con un genitore e il fine anno con l’altro. Non è infrequente che trascorrano la sera del 24 con uno e il 25 con l’altro.
D: In che modo si potrebbe sfruttare questo periodo di festa per migliorare l’eventuale conflittualità tra ex, soprattutto nell’ottica del benessere dei figli?
R: Se la conflittualità è forte, meglio evitare di incontrarsi per non guastare le feste ai figli. In casi del genere, l’alternanza è senz’altro preferibile. In altri casi invece è possibile essere presenti entrambi, specialmente se ci sono amici e parenti che consentono ai due ex coniugi di evitare un faccia a faccia troppo intenso e prolungato.
D: Come sarebbe più opportuno distribuire il tempo che i figli passano con i genitori? Ad esempio: Natale con papà e Capodanno con mamma?
R: Questa è una soluzione molto praticata. Altre volte, se in programma ci sono le vacanze sulla neve con un genitore, l’incontro con l’altro può avvenire per la Befana. Se il clima non è teso, i figli si abituano all’alternanza.

D: Come evitare che le feste si trasformino in un ulteriore motivo di conflitto?
R: Gli adulti devono sapere in anticipo se possono reggere la presenza dell’ex ed eventualmente dei relativi compagni senza entrare in conflitto tra loro. Le buone intenzioni non sempre sono sufficienti.
D: Può essere utile il parere dei figli?
R: In questo caso non serve a molto, soprattutto se sono piccoli. Se invece i figli sono adolescenti o giovani adulti e i genitori sono separati da tempo, il loro parere può essere utile in quanto, avendo ormai fatto svariate esperienze di festività, sono in grado di prevedere le reazioni dei genitori e di valutare l’opportunità di una partecipazione congiunta.
D: In Italia, le feste 'all’americana', con più famiglie allargate riunite attorno alla stessa tavola, porterebbero beneficio ai figli?
R: Sì, se non ci sono rancori, rivalità o forti antipatie tra i presenti, non solo tra gli adulti ma anche tra i figli o fratellastri delle varie unioni. Questo secondo aspetto spesso viene sottovalutato dagli adulti: i figli confrontano le reciproche posizioni in famiglia e, se pensano che uno sia avvantaggiato o preferito, possono reagire con mutismi o proteste, sottolineare le differenze di trattamento, comportarsi in maniera antipatica e infine cercare di allontanarsi il più presto possibile dalla tavola comune. A volte, se oltre al pranzo si organizzano giochi o attività divertenti, si può creare una maggiore partecipazione.
D: Che cosa cambia nell’organizzazione familiare delle feste quando i figli crescono?
R: Crescendo i figli fanno sempre più spesso riferimento ai loro amici. Possono quindi trascorrere il Natale in casa e il Capodanno con gli amici.
D: Se un figlio chiedesse di trascorrere tutti i giorni di festa con lo stesso genitore, sarebbe meglio assecondarlo o no?
R: Non c’è una regola uguale per tutti. Bisogna valutare di volta in volta. In linea di massima, è preferibile che alcuni giorni di festa vengano trascorsi anche con l’altro genitore, per non creare nei figli sensi di colpa nei confronti del genitore trascurato e per non sminuirlo agli occhi dei figli.

D: Parliamo di regali. Conviene che i genitori si accordino anche su questo aspetto?
R: Sì, è meglio accordarsi. Si possono fare regali diversi comunicandolo all’altro genitore. Non tutti però ci riescono e non sempre è possibile. Quello che è negativo e diseducativo è entrare in competizione con l’altro genitore cercando di accaparrarsi l’affetto dei figli attraverso i regali.
D: Che suggerimenti dà ai genitori che trascorrono le prime feste da separati?
R: Cercare la soluzione meno disturbante per i figli, i quali già avvertono la differenza con le festività precedenti.
D: Quanto tempo è bene che trascorra prima che i figli passino le feste natalizie con il nuovo compagno del genitore e i suoi eventuali figli? Ci sono accorgimenti particolari da adottare per l’occasione?
R: Un po’ di tempo è senz’altro necessario. C’è un’altra possibilità che molti bambini accolgono con favore: invece di passare le feste natalizie con il nuovo compagno e i suoi figli, le feste si trascorrono con i nonni.

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