9 Marzo Mar 2016 1737 09 marzo 2016

La fiera delle stravaganze

La Paris Fashion Week è stata un vero e proprio tripudio di bizzarre trovate. Non c'è stilista che non abbia osato portare in passerella le sue più ardite fantasie. Ecco le più estreme.

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Se storcete il naso quando vi imbattete in un abito dalle stampe chiassose o un cappello dalle forme a dir poco discutibili, la Paris Fashion Week non fa per voi. Almeno quella che si è svolta nella settimana che va dal 1° al 9 marzo, durante la quale gli stilisti francesi (e non solo) hanno mollato i freni inibitori e per l’autunno/inverno 2016-17 hanno proposto una sequela di capi che farebbero una figura migliore in un museo di arte contemporanea, piuttosto che su una donna. Ma, va detto, tutto questo a qualcuno piace: in tanti amano scorgere dietro le forme più impensabili il frutto di una profonda ricerca di stile. Del resto, la moda è cultura. Anche nelle sue espressioni più estreme.

Le maniche stravaganti di Saint Laurent autunno/inverno 2016-17.

SAINT LAURENT DI MANICA LARGA
A tal proposito il direttore creativo di Saint Laurent Hedi Slimane si è sbizzarrito allestendo una sfilata molto scenografica, quasi da Haute Couture, puntando su accentuati riflessi da disco Anni 80. Ma ad aver conquistato giornalisti e fashion blogger sono state soprattutto le spalline e le maniche dei mini dress e delle pellicce. Sugli abiti Slimane ha costruito dei veri e propri ventagli in vernice nera, mentre le pellicce, rosse o blu elettrico, sono letteralmente a forma di cuore.

I porta-occhiali voluminosi di Balenciaga, autunno/inverno 2016-17.

I PORTA-OCCHIALI DI BALENCIAGA
Fa parlare anche la sfilata di Balenciaga, legata al debutto di Demna Gvasalia alla guida creativa. Lo stilista si è sbizzarrito con spalline enormi, che hanno trasformato le modelle in giocatrici di rugby vestite con completi da signorina Rottenmeier. Sono state però le maxi catene colorate porta-occhiali a colpire di più. Decisamente voluminosi ed esuberanti, anche per la più egocentrica delle fashion blogger.

Da sinistra: Undercover e Haider Ackermann, autunno/inverno 2016-17.

CORONE DI SPINE
Cosa passi in testa a un designer quando crea, non è dato saperlo. Ma la domanda sorge spontanea, visto cosa decide poi di mettere in testa alle sue modelle. È il caso ad esempio di Haider Ackermann, che ha intrecciato i capelli delle sue donne con del vellutto in ciniglia colorato, creando strane contorsioni tricotiche, tutte da copiare. Il brand Undercover, invece, ha pensato a una serie di corone di spine e di rami dorati, tra il sacro e il profano, ma anche con una spruzzatina di bucolico.

Stampe ipnotiche per Undercover, Givenchy e Manish Arora, autunno/inverno 2016-17.

STAMPE DA IPNOSI
Anche sulle stampe non si scherza. Dalle passerelle arrivano messaggi ipnotici che se fissati troppo a lungo possono portare allo stordimento. Basta osservare i labirintici di Riccardo Tisci per Givenchy o le foto quintuplicate sui pantaloni di Undercover. Mix di stampe stravaganti anche per l’indiano Manish Arora, che esagera con colori e soggetti.

Da sinsitra: Balenciaga e Junya Watanabe, autunno/inverno 2016-17.

A TUTTO VOLUME
Se avete qualche chilo di troppo, potete tirare un sospiro di sollievo. I brand francesi vi amano e vi valorizzano con abiti tridimensionali, che nascondono tutte le curve. O le moltiplicano? I piumini di Balenciaga hanno colli e revers simili a dei gonfiabili, mentre il giapponese JunyaWatanabe gioca con gli origami per vestiti e copricapo dai volumi tridimensionali. Per non parlare di Comme des Garçons, che ha fatto scendere in passerella degli strani e impacciati mostri dalle tinte pastello e dalle stampe fiorate.

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