24 Settembre Set 2015 0959 24 settembre 2015

Quell'anarchico di Gucci

Davanti a Charlotte Casiraghi e Dakota Johnson, Alessandro Michele ha presentato una collezione inno alla tenerezza femminile. «Parola che appartiene per definizione alle donne».

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In un ex scalo ferroviario decorato con paraventi optical e rivestito di soffici tappeti floreali è andata in scena la sfilata di Gucci alla Milano Fashion Week. Alessandro Michele ha firmato una collezione primavera/estate 2016 ricca di tenerezza e di immagini che spaziano tra uccelli tropicali, antiche mappe e tappezzerie settecentesche. In passerella scivola un'anarchia estetica sotto gli occhi attenti di Charlotte Casiraghi e Dakota Johnson.

VOGLIA DI TENEREZZA
Per la nuova collezione femminile di Gucci, Alessandro Michele ammette la mancanza di punti di riferimento della contemporaneità per poterne poi fare un grand tour estetico pieno di racconti, decorazioni lontane tra loro, ma perfettamente legate in un obiettivo preciso: la donna vestita in modo diverso. Le modelle risultano così un perfetto mix di eleganza e anarchia, di innocenza e malizia, di vasi attici antichi e pappagalli giamaicani. «Mi piace che le cose si contamino, l'idea strampalata che tutto vada bene», ha raccontato a fine sfilata lo stilista.  Tra riferimenti filosofici e storici alti (come la Carte de Tendre pubblicata nel 1654 da Madeleine  de Scudery, che disegnò una mappa della tenerezza per raccontare l'urgenza d'amore delle donne dell'epoca) ed esplorazione dello spazio urbano Alessandro Michele ha confezionato una collezione che fa della donna un'oasi di tenerezza. «La tenerezza, parola non molto in voga, ma che mai come adesso ha un gran valore, appartiene per definizione alle donne», ha spiegato il fashion designer di Gucci.

MODA ANTI-BORGHESE
La donna di Gucci è una bambina che poi gioca a fare la mamma con lunghissime unghie laccate, come le portava la madre di Alessandro Michele quando lui era piccolo. Le contaminazioni dell'estetica borghese si tramutano in elementi chic e vintage che realizzano la vera moda anti-borghese dello stilista che ha rivoluzionato il marchio Gucci. D'altronde, ha scherzato lo stilista, «se non ci fosse stata la Tatcher, non ci sarebbero stati i punk». Per tutta la collezione della prossima stagione estiva il protagonista è il gioco di contrasti, di citazioni, di indizi, di moda volutamente sbagliata attraverso cui la storica casa di moda racconta il presente e le donne che si oppongono alle convenzioni.

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