21 Settembre Set 2015 1146 21 settembre 2015

La protesta è in passerella

Una manifestazione contro la guerra e i politici «criminali» ha preceduto la sfilata di Vivienne Westwood alla London Fashion Week. La stilista: «La razza umana? Vicina all'estinzione di massa».

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A model walks the runway at the Vivienne Westwood Red Label show during London Fashion Week Spring/Summer 2016 on September 20, 2015 in London, England.

Una fantasmagoria di colori e di polemiche.
Vivienne Westwood irrompe alla London Fashion Week, a 74 anni, con lo stile rutilante di sempre: ne fanno fede la collezione primavera-estate 2016 Red Label, come il j'accuse ai 'criminali' della politica - colpevoli ai suoi occhi d'inerzia di fronte agli spettri della guerra e dei cambiamenti climatici - scagliato durante la sfilata clou della rassegna londinese.
Ancora una volta profeta in patria, la stilista inglese ha messo in scena uno show nel quale alla passerella si affiancavano, nel seminterrato della University of Westminster, gli attivisti di una manifestazione di 'amici' promossa e animata dalla stessa lady Vivienne. L'impegno politico, dopo l'adesione al Green Party, questa volta si è colorato di verde, accanto alle battaglie in favore dell'accoglienza ai profughi, del no all'austerity del governo Cameron o della libertà del fondatore di Wikileaks Julian Assange.

«SIAMO DI FRONTE A UN'ESTINZIONE DI MASSA»
Un appello a «prendere posizione» e a «fermare i politici responsabili del cambiamento climatico e della guerra. La razza umana» - ha ammonito la matriarca della moda 'made in Uk' - «si trova di fronte a un'estinzione di massa, che potrebbe avvenire entro la fine di questo secolo». E quindi, oltre a sfilare, occorre manifestare, perchè solo l'opinione pubblica può frenare la corsa verso l'apocalisse. «Sto dicendo qualcosa che non ascoltate, ma che dovremmo sentire», è il messaggio di sfida che la Westwood ha lanciato alla platea di vip e sofisticati appassionati di moda che ha di fronte: decisa a «continuare a dire che i politici sono dei criminali» e che la gente deve «capire che ci stanno ingannando e mentendo». Ma il messaggio è anche un altro, che incrocia l'etica all'estetica: «Si conosce il mondo attraverso l'arte e la cultura», si è belli se «si capisce la bellezza del mondo».

VINTAGE, COLORE E ACCONCIATURE POVERE
Una bellezza che è fatta evidentemente pure di abiti. Il marchio di fabbrica resta improntato al colore, a qualche taglio asimmetrico nei vestiti come nella combinazione pantalone-blazer, in lungo o in corto. Ma lo sfondo - segnato da una musica quasi ossessiva, a tratti dissonante, e dal ripetersi degli slogan politici - sembra giàda 'day after'. Sottolineato dal trucco nero sui volti resi impersonali e dalle acconciature povere delle modelle. Dominante in qualche misura il vintage - non senza effetti wash-out - che pare richiamare un invito a riciclare, a non abusare nei consumi, in linea con le parole d'ordine di una protesta destinata a mescolarsi, al culmine dello show, con le modelle in passerella, per riunirsi dietro una Vivienne Westwood finalmente sorridente. Fino a sciogliersi nell'applauso che ancora una volta Londra non nega alla sua regina underground.

https://youtu.be/IKocE6IEloM

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