Non solo moda 18 Aprile Apr 2015 1000 18 aprile 2015

Il museo veste Missoni

Rosita racconta la mostra al MaGa di Gallarate. Un viaggio nella storia della maison lombarda.

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«Una mostra costruita con amore da parte di tutti, un percorso approfondito sulla storia di uno stile, di un nome che ha le radici qui». Sono le parole di Rosita Missoni a proposito della rassegna allestita al MaGA di Gallarate (Va) Missoni, l’arte, il colore dal 19 aprile all’8 novembre.

Ottavio e Rosita Missoni.

QUEL COMMENTO IN MILANESE DEL PASSANTE
La moglie di Ottavio ha ricordato infatti che «proprio a Gallarate siamo partiti con 100 mq di appartamento e altrettanti di laboratorio, in via Vespucci, dove abbiamo capito cosa avremmo voluto fare». Poi ha svelato un aneddoto sul loro debutto: «Per la nostra prima collezione Milano Simpathy, disegnata da Brunetta (Bruna Mateldi Moretti, ndr), la Rinascente ci diede una vetrina con 18 manichini, che andammo a vedere dopo il lavoro. Il vetrinista decise di far giocare a mosca cieca i modelli che indossavano abitini rigati, alcuni erano bendati e sentimmo il commento in dialetto di un passante: 'Per fortuna che hanno gli occhi bendati, se si vedevano….'. Era il nostro debutto, nel marzo del 1959, l’inizio di un percorso lungo e fortunato, di una scelta di vita» ha commentato la signora Missoni.

DA GIACOMO BALLA A KANDINSKIJ
La mostra si apre con una sala buia, nella quale seguire un video diviso in tre parti che racconta l’iter dal rocchetto al modello finito, passando per i bagni di colore del filato, la tessitura, il taglio dei vestiti. Poi tocca a Le radici, una sezione pittorica che da sola vale la visita, nella quale sono esposti dipinti di Gino Severini, Sonia Delaunay, molto amata da Rosita, quindi Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Giacomo Balla. Nella stessa sala figurano opere di Kandinskij e Klee, una parete è dedicata a Osvaldo Licini e un’altra al gruppo che ruota attorno alla Galleria milanese del Milione, agganciata all’astrattismo europeo. Poi è il turno dei nomi che hanno fatto il secondo dopoguerra, come Melotti, Fontana, Vedova, protagonisti dell’Astrazione e del Concretismo. Una panoramica che fa il punto sul mondo figurativo dal quale muove non solo il padre della maison, ma anche la cultura contemporanea.

TESSUTI, MÉLANGE, SFUMATURE
Sul fondo di questo ambiente, una scala sovrastata da un arazzo monumentale di Ottavio Missoni porta dritti al mondo della lana che diventa forma, che si fa installazione: entrando in un vasto salone buio, enormi sacchi ricolmi di lana colorata danno il benvenuto in uno spazio che gioca su emozioni, richiami, rimandi. Toccate le matasse, morbidissime, si passa fra alte colonne multicolore che emettono ognuna un suono diverso e introducono a una sorta di campionario di tessuti, mélange, sfumature: in teche illuminate sono disposti ritagli di stoffe che hanno lo stile inconfondibile della casa di moda. E la signora Missoni osserva: «Amo molto gli allestimenti della mostra, che per ben sei mesi, non di meno, hanno coinvolto anche mio figlio Luca».

IN MOSTRA GLI ABITI DI PIÙ DI MEZZO SECOLO
La sala successiva accoglie 110 manichini, che indossano abiti realizzati dal ’53 al 2014, disposti a piramide secondo un criterio cromatico. E qui è un trionfo di tessuti, colori, finiture, bottoni gioiello e tagli sempre attuali. Poi si approda ai dipinti prodotti negli Anni 70 da Ottavio e dagli esponenti della scena pittorica italiana alle teche che custodiscono i disegni in cui il fondatore della maison studia su fogli a quadretti gli accostamenti cromatici. «Amo molto questa sezione – ha raccontato Rosita - ricordo che mio marito diceva che ci sono i sette colori dell’iride e le sette note con cui si creano infinite sinfonie, che nascono dalla mescolanza. Mettendo assieme due colori, lui ne creava un terzo, nato dall’intreccio dei fili, e poi continuava così, con infiniti passaggi in cui le tonalità sfumavano uno nell’altro». E affrontava la sperimentazione con un criterio scientifico.

GIOCHI DI FORME
Chiude il percorso espositivo la Sala degli arazzi, aperta su quella sottostante della lana e delle installazioni sonore. È un ambiente ovattato, con luce bassa, pavimento rivestito di moquette, pouf bassi, panchette nere minimal, e gli arazzi appesi al soffitto in una sequenza che ti fa scoprire giochi di forme e particolari sempre nuovi.

Missoni, l’arte, il coloredal 19 aprile all’8 novembre, MaGa, Gallarate (Va)
www.museomaga.it

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