Non solo moda 26 Marzo Mar 2015 1259 26 marzo 2015

La primavera di Michelle

Il look floreale della First Lady in Asia è stato oggetto di un'analisi politica. Ecco come copiarlo.

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Michelle Obama è sotto la lente d’ingrandimento degli esperti. Oggetto dell’analisi i suoi abitini floreali, che sta sfoggiando durante la sua missione in Asia. La First Lady americana, infatti, sta viaggiando tra Giappone e Cambogia per incoraggiare le giovani ragazze asiatiche che vogliono lasciare gli studi dopo la scuola superiore, a proseguire nel proprio percorso educativo. Durante questi incontri, però, la signora Obama ha sfoggiato una serie di mise a fiori in perfetta sintonia con lo stile dei Paesi che sta visitando, ma soprattutto in linea con le tendenze della primavera. C’è però chi è andato oltre al glamour e ha fatto un’analisi politica e a tratti antropologica delle scelte in fatto di look di Michelle.

Michelle Obama a Tokyo con la first lady giapponese Akie Abe, indossa un look floreale.

L’ANALISI DELLA FRIEDMAN
La critica di moda del New York Times, Vanessa Friedman, infatti, in prima battuta ha collegato quegli abiti pastello e un po’ bon-ton, a quegli Anni '50 in cui le donne erano relegate alla casa e non certo alla vita accademica e in cui i ruoli di genere erano ben distinti e codificati. Questo quindi contrasterebbe con la mission della first lady. Poi però la Friedman ipotizza anche che la scelta di Michelle sia legata agli usi e ai costumi del luogo e quindi la sua volontà sarebbe quella di entrare in contatto con quelle ragazze e mostrare loro che se anche indossano abiti curati e iconicamente femminili, possono ambire a un dottorato di ricerca o a un ruolo importante nella società contemporanea. Si può essere dunque femminili e far valere le proprie capacità senza per forza assomigliare agli uomini, soprattutto in fatto di look. A sostegno di questa tesi, la Friedman sottolinea poi come «viviamo nell'era della “Merkelizzazione” delle politiche dell'abbigliamento femminile», in cui le leader mondiali sembrano costrette a ingabbiarsi in tailleur maschili senza vezzi né civetterie.

Da sinistra: Céline, Victoria Beckham e Thom Browne, collezioni primavera/estate 2015.

PRIMAVERA IN PASSERELLA
Gli stilisti, però, insegnano che si può essere rigorose senza perdere l’eleganza e soprattutto il buon gusto. Per quanto riguarda i fiori, poi, i creativi di mezzo mondo appoggerebbero in pieno le scelte di Michelle Obama, visto che per la primavera/estate 2015 molti di loro hanno fatto letteralmente sbocciare le proprie collezioni. A partire da Victoria Beckham che ha disegnato una serie di completi con maxi fiori sui toni dei rosa, così come Max Mara, che ha scelto di mescolare il color cipria all’arancio. Sembra essere il nero, invece, lo sfondo ideale per le rose rosse di Céline, che riempiono casacche e gonne dal taglio irregolare. È scuro anche il fondale dei completi maschili di Thom Browne, sui quali si stagliano vivide le maxi gerbere nei colori del rosa, del bianco e dell’azzurro.


I FIORI NELL’ARMADIO
Anche nelle boutique si assiste a un vero e proprio florilegio. Ci sono gli abiti con la gonna a ruota proposti da Oscar de la Renta e Giambattista Valli, che tanto piacerebbero a Michelle Obama, oppure le lunghe e morbide tuniche con le maniche a tre quarti di Max Mara e H&M. Anche sui pantaloni di Tory Burch e Zara sboccia la primavera, così come sulle gonne a pieghe di Givenchy e su quelle tridimensionali di Simone Rocha. Tra le giacche, Etro punta all’azzurro, mentre Mango ai mini fiorellini rossi e bianchi, ma è Dolce&Gabbana che sorprende con grandi garofani rossi sui trench stretti in vita da cinture in pendant. A ognuno il suo capo, insomma, per essere pronte ad affrontare la bella stagione, ma soprattutto per copiare lo stile Obama.

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