Fashion week 24 Febbraio Feb 2015 1302 24 febbraio 2015

British nel guardaroba

Londra per l'autunno/inverno 2015-16 si veste di colori. E mette la gonna. Ecco le cinque tendenze.

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Paul Smith

Dopo New York è Londra a regalare le novità per l’autunno/inverno 2015-2016. Come sempre la capitale britannica sfodera l’arma della sperimentazione, con molti nomi nuovi nel panorama del prêt à porter, che spesso si distanziano dallo stile più tradizionale delle altre capitali della moda. È interessante notare come per i designer inglesi anche per le stagioni più fredde, pensino ad outfit colorati, ricchi di fantasie e geometrie suggestive. È la gonna, corta o lunga a diventare l’oggetto dell’ispirazione tra pieghe, ruches e volant, ma anche il tubino trova un suo posto nel guardaroba, assieme all’ormai immancabile cappotto oversize.

Da sinistra: Escada, Simone Rocha e Paul Smith collezione autunno/inverno 2015-16.


L’ABBONDANZA DEL SOPRABITO
Il soprabito dunque deve essere abbondante e avvolgente. Escada lo pensa in principe di Galles che si chiude come un accappatoio e si porta morbido sopra alla camicia. Simone Rocha, invece, punta al gotico con capospalla neri dalle maniche arricciate e con le tasche impreziosite da pattine vistose, mentre da Paul Smith è il minimalismo a prendere il sopravvento, con cappotti dai colori neutri a sei bottoni. Sono poi esuberanti quelli di Vivienne Westwood Red Label e quelli di Roksanda, ipercolorati e dominati da enormi colli in pelliccia. Sono più rigorosi quelli di Christopher Kane, scuri con profili in rosso e bluette, mentre da Pringle of Scottland sono il nero e il bianco ghiaccio ad avere la meglio.




Da sinistra: Issa, Christopher Kane e Burberry Prorsum collezione autunno/inverno 2015-16.


IL RISCATTO DEL TUBINO
Sotto il cappotto, però, torna con prepotenza l’abitino corto, meglio se tubino. Sono destrutturati e total black quelli disegnati da Issa, mentre Christopher Kane li vuole in velluto scuro con macchie di colore in contrasto, quasi a formare dei volti eleganti. Da Burberry Prorsum poi regna la fantasia, con abiti colorati di fiori astratti e aperti da generosi décolleté. Fantasie allegre, ma in raso e taffetà, poi nei vestitini aggraziati di Erdem e in quelli asimmetrici di Antonio Berardi.




Da sinistra: Tom Ford, Jonathan Saunders e Roksanda collezione autunno/inverno 2015-16.


LE STAMPE SONO VINTAGE
È poi il colore su stampe e geometrie retrò a scendere in passerella. Sono ondulati i motivi disegnati sulle lunghe e morbide tuniche di Tom Ford, che accompagno con grazia il movimento del corpo. Ricordano gli Anni '70, nelle linee e nei motivi, quelli svasati di Jonathan Saunders, portati con stivali al ginocchio. Roksanda punta su tonalità accese per le sue pellicce fatte di sovrapposizioni cromatiche eccezionali. Sono all’insegna dei pattern originali ed esuberanti anche le creazioni di Mary Katrantzou, Matthew Williamson e Temperley London. Anche se l’eccentricità pare essersi diffusa in tutta la London Fashion Week.




Da sinistra: Antonio Berardi, Mary Katrantzou e Temperley London collezione autunno/inverno 2015-16.


DONNE CON LE GONNE
Sono però le gonne le vere protagoniste del prossimo inverno. Da Antonio Berardi, unico italiano a sfilare nella capitale inglese, sono irregolari nelle fantasie e nella foggia, mentre da Mary Katrnatzou partono dritte per perdersi poi in giochi di balze e pieghe sul fondo. Da Temperley London sono invece lunghissime e abbondanti, fate di tessuti lavorati in rilievo. David Koma punta invece al corto, con mini dritte e apparentemente regolari, così come Daks, mentre da Preen by Thornton Bregazzi sono frastagliate e con motivi patchwork.




Da sinistra: Barbara Casasola, Gareth Pugh e J.W. Anderson collezione autunno/inverno 2015-16.


UNA SECONDA PELLE
Pelle ed ecopelle sono, infine, i materiali amati dagli stilisti d’Oltremanica per guarnire i propri outfit. Barbara Casasola,ad esempio, la usa bordeaux per giacchini bombati, in pendant con blusa e pantaloni. Da Gareth Pugh la pelle nera è il materiale principe dei suoi look dark e decisamente onirici, mentre da J.W. Anderson abitini e pastrani sono interamente in nappa e ricordano nei tagli e nei colori i fasti degli Anni '80. Molta pelle inoltre anche sulle passerelle di David Koma, Daks ed Erdem.

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