L'anniversario 28 Novembre Nov 2013 1838 28 novembre 2013

Moschino, 30 anni di surrealismo

La storia della maison nata nel 1983 attraverso gli stilisti che l'hanno guidata. Dal fondatore Jardini fino a Jeremy Scott.

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Da sinistra Franco Moschino (1950-1944), Rossella Jardini e Jeremy Scott.

Trent'anni vissuti come una rockstar e non sentirli. Sembra ieri quando sulla scena della moda è arrivato Franco Moschino. Invece era il 1983. Sulle passerelle ha portato il suo caos organizzato («Caos è una bellissima parola, quella migliore per descrivere quello che ho in testa»), il suo senso dello humour e la sua carica dissacratoria. Collezioni che erano veri e propri quadri surrealisti con slogan a volte scioccanti. Uno su tutti La moda avvelena anche te. E poi tante provocazioni: la donna mucca, i cucchiaini attaccati alle giacche stile Chanel, le forchette infilate nei fiocchi, l’abito con la bandiera italiana. Un artista surrealista e futurista allo stesso tempo che disegnava collezioni.
ERA IL MIGLIOR FIGURINISTA DI VERSACE
Franco aveva 33 anni quando decise di lanciarsi in questa avventura. Era stato il miglior figurinista di Gianni Versace: «Disegna divinamente», diceva il fondatore della maison della medusa. Il grande salto verso una linea che portasse il suo nome era inevitabile. «Moschino stilista birichino» diceva lui nel backstage della sua prima sfilata a Milano nell'ottobre del 1983.
LE COLLERE INCONTROLLABILI
Era solare, amava ridere e far ridere, ma era anche un uomo molto serio. Si racconta di collere furiose davanti all'ingiustizia, alla stupidità, alle gratuite cattiverie. «Qualcuno ha rischiato di farsi male per rubare delle stupide magliette: è intollerabile», disse con voce tonante dagli altoparlanti durante una sfilata. E non deve essere andata meglio ai tecnici della sala regia che in un'altra occasione, per un errore, mandarono in diffusione la radiocronaca del funerale di un gruppo di agenti trucidati dalle Brigate Rosse al posto della colonna sonora prescelta. Le modelle sfilavano con in sottofondo le accorate parole che accompagnavano il triste evento. Intanto Franco urlava e piangeva disperato
LA MORTE PREMATURA
Accanto a lui fin dall'inizio c'è stata Rossella Jardini, la sua amica più cara, il suo braccio destro. La donna che per quasi vent'anni è stata il direttore creativo del brand dopo la morte di Franco. Moschino non è riuscito infatti a godersi tutto il suo successo. Ma solo i primi 11 anni: è scomparso infatti a 44 anni il 18 settembre 1994. Rossella ha fatto quel che avrebbe fatto lui. «È sempre con me, lo sento nel cuore e nella testa», ha confidato.
ROSSELLA, L'ARTE DI FARE I CONTI
La «Capricorno ascendente Hermès», come la definiva Franco, non si è occupata solo della parte artistica però. È stata un direttore artistico del brand e, allo stesso tempo, «anche una con un occhio attento ai conti». La sua vocazione imprenditoriale ha permesso di raggiungere fatturati di 220 milioni di euro mentre le boutique si moltiplicavano fino ad arrivare a circa 130, sparse in tutto il pianeta.
DA ROSSELLA A JEREMY
Subito dopo la Milano Fashion Week di settembre 2013 è arrivata una comunicazione improvvisa e non preceduta dai soliti gossip. Cambio della guardia alla direzione creativa del brand. Fuori Rosella. Dentro Jeremy Scott. «La collaborazione avrà inizio con la nuova collezione autunno/inverno 2014-2015, che sfilerà a Milano in occasione della settimana della moda a febbraio 2014», recitava il comunicato. E ancora: «Una scelta compiuta nel pieno rispetto del Dna del brand, poiché Jeremy Scott rappresenta non solo un comunicatore eclettico ed estremamente contemporaneo ma sopratutto un designer in grado di  reinterpretare l’identità e l’essenza di Moschino». Infine i ringraziamenti a «Rossella Jardini per la sua lunga e sentita collaborazione, consapevole del fatto che, avendo contribuito a mantenere vivo il brand dal 1994 ad oggi, rimarrà sempre un’importante figura di riferimento».
JEREMY, LO STILISTA DELLE POPSTAR
Nato a Kansas City, Missouri, nel 1992 Scott si è trasferito a New York dove ha studiato Fashion Design al Pratt Institute. Dopo la laurea nel 1996 si è trasferito a Parigi dove l’anno dopo ha debuttato con la sua collezione. La stampa lo ha osannato come uno dei più innovativi creativi sulla scena internazionale tanto che per due anni consecutivi, nel 1996 e nel 1997, ha vinto il Venus de la Mode Award come Best New Designer e nel 1999 è stato nominato Best Young Designer dal CFDA, la Camera della Moda americana. Nel 2002 è rientrato negli Stati Uniti per stabilirsu a Los Angeles. Lì ha collaborato con star della pop music come Rihanna, Katy Perry, Miley Cyrus, Madonna, Lady Gaga, Bjiork, Kanye West, Gwen Stefani, Lana del Rey, Kylie Minogue e Nicki Minaj e ha progettato oggetti cult per brand come Adidas e Swatch.
UNA CAPSULE PER CELEBRARE I 30 ANNI
Le celebrazioni per i tre decenni di successi sono iniziate a giugno 2013 a Shangai con una sfilata-evento, ma il brand ha voluto dare seguito al clima di festa pensando anche a una linea speciale, capace di raccontare la sua storia rispolverano fantasie iconiche e pezzi distintivi che hanno decretato la popolarità planetaria della maison. Ecco dunque che tornano gli  immancabile cuori, i pois, le righe e la bandiera tricolore su borse, scarpe e capi d’abbigliamento, per una linea all’insegna dell’ironia e della passione. Questi sentimenti sono poi comunicati attraverso il rosso, il bianco e il nero ossia i colori distintivi di Moschino. La capsule collection è disponibile da settembre 2013, sia on line che nei punti vendita mono e plurimarca.

Per informazioni: Moschino

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