DETTAGLI DI STILE 26 Luglio Lug 2012 1148 26 luglio 2012

Mettetevelo in testa: è cool

Vietato non infilare in valigia il cappello. Ma non uno qualunque. La moda vuole la paglietta con cupola dritta e piatta e falda corta. Le variazioni sul tema sono concesse. Con moderazione.

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emporio armani

Se amate la moda, se avete feeling con un certo stile, di sicuro qualche anno fa non vi siete perse Coco avant Chanel, il film interpretato da Audrey Tautou, che raccontava la vita di Mademoiselle Coco prima del mito.
IL COPRICAPO SECONDO COCO

Audrey Tautou con paglietta nel film Coco avant Chanel.

Chantal Thomine-Desmazures

Lei, modista, amava follemente i cappelli: nel 1910 aprì Chanel Modes, il suo primo negozio di copricapi, nella celebre rue Cambon, da allora il quartier generale di una delle griffe più prestigiose al mondo. Li costruiva con le sue mani, li pensava, li plasmava, li indossava, anche. Ma, naturalmente, seguendo la sua indole controcorrente, emancipata e straordinaria, tra i suoi preferiti non figurava un modello tutto fiocchi e piume, bensì  la paglietta, fino ad allora accessorio riservato agli uomini o, al massimo, complemento dell’uniforme estiva delle collegiali britanniche.
Presenza indispensabile nel guardaroba di ogni gentiluomo che si rispettasse, questo cappello dalla cupola dritta e piatta e dalla falda corta veniva portato dal mese di maggio (non a caso in Lombardia prese il nome di magiostrina) fino alla prima vendemmia.
Il suo utilizzo era più che altro associato allo sport del canottaggio, infatti le varianti inglese e francese del nome paglietta sono molto evocative, diventando boater e canotier. Chanel sdoganò definitivamente questi limiti imposti dalla moda dell’epoca, creando lei stessa una moda che quest’estate torna con tutto il suo charme a rendere ancora più interessanti le teste delle donne e a incantare chi le guarda.
PAGLIETTA POWER

Emporio Armani, p/e 2012.

Tra le infinite tipologie di copricapi in paglia proposti dagli stilisti, che oltre a riparare dal sole e da sguardi indiscreti promettono di regalare personalità a go-go sotto il sole, la paglietta è senza dubbio quello più stiloso e chic, quello più colto e vezzoso, quello che sembra saltato fuori da una tela di Renoir o da un vecchio film di Fred Astaire in bianco e nero.
MUST HAVE PLANETARIO

Kenzo, p/e 2012.

Ma se pensate sia anacronistico o totalmente fuori moda, forse non siete delle vere style hunter, delle cacciatrici di stile. Oltre a dovervi rinfrescare la memoria facendo ben attenzione ai cappelli indossati in passerella (vi dicono niente gli show di Armani o di John Galliano?), fatevi un giro per le boutique del centro (dalla Chanel a Borsalino…).E se pensate di essere troppo giovani per un cappello che ha una storia secolare,  prendete esempio dalle teenager della regione di Shibuya, Tokyo. Loro, le Harajuku girls, curiosissime, creative, eclettiche e, in un certo senso, avanti anni luce, non si lasciano sfuggire un trend. Fidatevi del loro intuito: hanno ribattezzato la paglietta con il più frizzante Can Can Hat e si fotografano per i loro blog «pagliettate» e contente.

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