EVOLUZIONE DI UN MUST 18 Luglio Lug 2012 1100 18 luglio 2012

Altro che trama romantica...

Dimenticate pure il suo côté bon ton. Il pizzo, nelle sue diverse (e complicate) lavorazioni, nella nuova palette di colori, conferisce a chi lo indossa un'allure decisamente sexy.

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jean paul gaultier_haute_couture

Ma quale principessa Sissi. Chi ancora s’illude che fiori e ghirigori disegnati dal pizzo diano sempre un tocco frou frou d’altri tempi, resterà deluso: la nuova frontiera di trine & co è approdata a soluzioni forti e inedite, a colori shock che si affiancano alle – seppur bellissime – solite, delicate nuance, come il bianco, l’avorio, le tinte pastello e l'immortale nero.
INVERSIONE DI TENDENZA

Jean Paul Gaultier, collezione p/e 2012.

È con l’intenzione di abbattere i cliché di uno dei più interessanti trend estivi, che gli stilisti si sono applicati nella creazione di capi (ma anche di accessori) dove il côté tecnologico dà filo da torcere al romanticismo.
Così capita che nel pizzo convivano due anime: una fragile, delicata, a tutta dolcezza.
L’altra, la più nuova e agguerrita, è colorata e hi-tech, ma sempre sofisticata. Malgrado oggi dal valenciennes (quello più leggero) al macramè (il più consistente), trine e merletti siano realizzati per lo più con macchinari dalle elevate performance che intagliano al laser denim, pelle o plexiglass, le trame sensuali rubate al mondo della lingerie più fine intrappolano irrimediabilmente lo sguardo, anche se sono abbinate a una tuta da gym (come sulla passerella di Isabel Marant).
MANI DI FATA, OGGI COME ALLORA

Prada, collezione p/e 2012.

Scettiche? Provate a vedere da vicino e a toccare con mano un capo di pizzo haute couture, e poi tirate le vostre conclusioni. Alcune creazioni in dentelle sono ancora capaci di lasciare senza respiro grazie al certosino lavoro di mani artigiane proprio come accadeva una volta, quando per fare pochi centimetri quadrati dei pizzi più complessi, le merlettaie dovevano lavorare senza sosta con ago e filo, uncinetto, tombolo o navetta per il chiacchierino incastrata tra le dita. Oggi restano indimenticabili alcuni esempi di altissima artigianalità italiana: non è un caso se i capolavori delle merlettaie di Venezia fecero impazzire le donne nella Francia del Re Sole (e fecero loro spendere enormi fortune, alla faccia dell’economia nazionale).
In Lombardia dal 1500 si diffuse l’arte di lavorare le binde ovvero i pizzi di Cantù. Tra gli addetti ai lavori l’Aquila è celebre per il punto detto aquilano, che rende sublime ogni lavorazione al tombolo; la Sicilia è famosa per i suoi pregiati «sfilati»; la Sardegna per il classico punto a pipiones, a rilievo, che ricorda i gioielli di filigrana.
VEZZO TRASVERSALE

Louis Vuitton, collezione p/e 2012.

Per secoli relegato a bordatura dei capi più intimi o a materiale esclusivo degli abiti da sposa, è stato sdoganato dai designer che lo hanno elaborato, trasformato, reso (a volte) più democratico e, soprattutto, creativo, tanto che oggi il mercato offre una vasta gamma di proposte, di colori e materiali: dagli hot pants all’abito da sera, dal sandalo prezioso alla ballerina in pvc, dagli occhiali al colletto removibile.
I tempi saranno anche cambiati, ma al fascino delle ragnatele delle meraviglie non si resiste. Anche se sono di plastica.

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