IN AGENDA 18 Giugno Giu 2012 1217 18 giugno 2012

Lacroix, in teatro senza rimpianti

A Moulins, in Francia, sono esposti fino al 31 dicembre i costumi di scena disegnati per il balletto La Sorgente. La nuova-vecchia passione dell'ex stilista.

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Costumi di scena realizzati dallo stilista francese Christian Lacroix per il balletto 'La Sorgente', rappresentato all'Opera di Parigi lo scorso autunno, esposti nella mostra al Centro nazionale del costume di scena a Moulins (Ansa).

Il fallimento della sua maison di moda è stato un grande dolore, ma anche una liberazione: oggi lo stilista francese Christian Lacroix può finalmente inventarsi un nuovo avvenire e dedicarsi alla sua vera passione, il teatro, realizzando costumi di scena e scenografie di opere, balletti e spettacoli teatrali.
IN MOSTRA I COSTUMI DI SCENA
A Moulins, nel centro della Francia, al Centro nazionale del costume di scena, si è appena aperta una mostra dedicata ai suoi costumi per il balletto La Sorgente, rappresentato all'Opera di Parigi lo scorso autunno (e di nuovo in cartellone a dicembre). Mentre dal 19 giugno, a Parigi, si potranno ammirare gli abiti che ha realizzato per la pièce Il borghese gentiluomo per la regia di Denis Podalydes, in programma al Theatre des Bouffes du Nord.
Molti apprezzamenti dalla critica, inoltre, sono arrivati a Lacroix-costumista per Peer Gynt di Henrik Ibsen, in scena alla Comedie Francaise. E in programma quest'anno ci sono anche, tra gli altri, Madama Butterfly all'Opera di Amburgo e Salomé all'opera di San Gallo in Svizzera.
LA MODA QUASI PER CASO
Un passione, quella di Lacrouix per il teatro, cominciata fin dall'infanzia: «Da bambino la mia vita cominciava quando si apriva il sipario di un cinema o di un teatro: mi piaceva sentire il velluto rosso delle poltrone, la musica. La moda da giovane mi interessava meno, arrivai per caso da Hermes come l'ultimo degli stagisti e così è cominciata la mia carriera di stilista: ho preso la direzione artistica della casa di moda Jean Patou dal 1982 al 1987 e in seguito ho fondato la mia maison Christian Lacroix», ha raccontato lo stilista all'agenzia Ansa.
LE SFORTUNE DEGLI ULTIMI ANNI
Ma il gruppo del lusso Lvmh che ne era proprietario la vendette nel 2005 all'americano Falic e quattro anni dopo, in seguito a ingenti perdite, il tribunale amministrativo ne annunciò l'insolvibilità e la piazzò sotto amministrazione controllata, bloccandone l'attività di moda e licenziando il 90% del personale: «Non ho alcun rimpianto», ha proseguito lo stilista, «È stato il segnale che dovevo passare a fare altro. Reinventarmi una nuova vita. In fondo è grazie alle sfilate di moda che oggi posso realizzare i costumi per grandi teatri e produzioni».
L'AMMIRAZIONE PER CARLÀ
E ancora: «Alla fine di una sfilata, se andava bene, la felicità era effimera. Certo provavo piacere nel vedere i miei disegni diventare realtà sulle top model del momento. Sceglievo solo quelle che mi trasmettevano un'emozione, che mi parlavano come ragazzo e stilista: ho lavorato molto con Carla Bruni quando non era ancora conosciuta, perché aveva una grazia particolare. Il pubblico con lei o piangeva dall'emozione o applaudiva. Carla sapeva portare i vestiti in modo unico, aveva una grazia incredibile, spaventosa, che oggi ha perso, e non lo dico con cattiveria. L'unica sfilata di cui abbiamo fatto il bis fu quella in cui c'era lei nel finale».
«LA MODA È SENZA CONTENUTO»
Lo stilista ha poi analizzato le differenze tra i suoi due mondi, la moda e il palcoscenico: «Per me la fine di una sfilata era anche la fine di quegli abiti, passavo alla nuova collezione: nella moda secondo me non c'é un contenuto. Nel teatro c'é un testo, la musica, la scenografia, gli attori, i danzatori o i cantanti: una volta finita la rappresentazione gli abiti continuano a vivere. Inoltre nella moda si è soli: io facevo quello che volevo, ero il mio proprio coreografo e autore. Mentre nel teatro c'é un lavoro d'equipe, io sono l'anello di una catena. Un costume di teatro parla di un testo. E ancora, alla fine di una sfilata c'é il sentimento di una sorta di vuoto, liberazione. Mentre i costumi di teatro restano al servizio di un opera. Resta la magia. Non posso dire, a parte qualche eccezione, di essermi appassionato ai miei clienti, spesso avevo l'impressione di perdere tempo»
FINO ALLA FINE DELL'ANNO

Per i costumi de La Sorgente, balletto creato il 12 novembre del 1866 con coreografie di Arthur Saint-Leon e musiche Ludwig Minkus e Leo Delibesche, in esposizione fino al 31 dicembre, «ho scelto di mescolare lo stile neoclassico con la storia e il flolclore. I costumi di teatro offrono qualcosa in più che non esiste nella moda: l'illusione, il sogno, il meraviglioso», ha concluso lo stilista.
(Aurora Bergamini)

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