PER DONNE DI POLSO 6 Giugno Giu 2012 1252 06 giugno 2012

Tempo prezioso? No, di plastica

Sono colorati, hanno forme accattivanti e prezzi contenuti. Ecco gli orologi must dell'estate. Da cambiare ogni volta che si vuole. A seconda dell'abito, dell'occasione, e perché no, dell'umore.

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lapo elkann

Nel 2011 in Italia sono stati venduti 7,2 milioni di orologi da polso, per un valore di 1,18 miliardi di euro (fonte GfK Retail & Technology).
Sono numeri di tutto rispetto, soprattutto se si considerano due fattori fondamentali: da un parte la crisi economica, dall'altra l'abitudine sempre più crescente di guardare il display del cellulare che, tra le infinte funzioni, ha anche quella di segnare il tempo, appunto.
LA SCELTA SI FA IN TRE

Collezione Hip Hop.

Naturalmente queste motivazioni non sfiorano affatto i cultori dell'orologio o i collezionisti, riguardano piuttosto i consumer cosiddetti normali. Come fare allora a catturare la loro attenzione? E soprattutto, in base a quali criteri sceglierebbero questo o quel modello?
Sempre secondo la ricerca di GfK Retail & Technology la decisione di acquisto è legata al prezzo (16,8 %), a quella che gli esperti chiamano la Brand awareness, ovvero la fiducia e la conoscenza della marca (18,4%), e infine al design (35,8%).
DICEMBRE E AGOSTO, I  MESI DELLO SHOPPING
Dai dati raccolti, inoltre, è emerso che i mesi in cui si concentrano gli acquisti sono dicembre, per via delle festività, e agosto per via delle vacanze. Alzi la mano chi non ha mai pensato di comprare un orologio più economico da portare al mare come sostituto di
quello «importante e impegnativo», magari con un valore affettivo, usato in città?
E allora, sulla scia di queste considerazioni è probabile che molti si stiano già guardando attorno per trovare il loro «secondo segnatempo». E proprio la parola «secondo» merita un riflessione.
IN PRINCIPIO FU HAYEK

Nicolas Hayek, fondatore del marchio svizzero Swatch.

Tutti sanno che l'intuizione che negli Anni ’80 ebbe Nicolas Hayek (fondatore e patron della maison Swatch) ha rivoluzionato il mondo dell'orologeria. Ma forse pochi sanno che il nome Swatch non è la contrazione delle parole Swiss e Watch, ma quella di Second e Watch, in quanto l’orologio in questione, presentato per la prima volta l’1 marzo 1983 a Zurigo, introduceva sul mercato un nuovo concetto di segnatempo: voleva essere una creazione casual, divertente ed economica. Un secondo orologio, appunto, oltre al classico che tanti portavano al polso.
IL SECONDO CHE VA DI MODA

Orologio della collezione Noon.

E oggi questo concetto non appartiene più soltanto alla Casa svizzera.
Plastica e silicone hanno sedotto numerosi brand e la scelta del second watch è vastissima.
I colori, le forme, e le fantasie sono sempre più accattivanti, tanto che l'orologio diventa anche bracciale, un accessorio fondamentale che completa il look.
I prezzi sono, per così dire, democratici: di segnatempo se ne possono comprare tanti per abbinarli ogni volta al colore dell'abito, degli occhi, dell’occasione, dell’umore... Sono fluo, maculati, a fiori, in technicolor o, addirittura, da infilare al dito.
In realtà, ci sono anche quelli più lussuosi che al silicone abbinano l'oro. Altro che second watch: è scattata l’ora dei super watch, che promettono di colorare e rendere indimenticabile ogni attimo dell’estate.

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