TENDENZE 30 Maggio Mag 2012 1015 30 maggio 2012

Bijoux come gioielli

Pelle, pizzo e plexiglass si trasformano in accessori dal sapore esclusivo. Grazie all'estro di tre giovani artiste.

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gioielli apertura

Una creazione della designer canadese Tamara Bavdek.

Dettagli raffinati, materiali inconsueti, personalità forti che non seguono i diktat della moda, ma solo le proprie emozioni, in Italia come all’estero. L’handmade corre sul web e diventa sinonimo di qualità artigianale: dal tam tam dei social network alle piattaforme specializzate è nata una nuova micro economia, i cui prodotti sono venduti direttamente da chi li crea, senza nessuna mediazione. Molti sono hobbisti, alcuni però hanno trasformato la loro passione in lavoro.
ROMANTICI E ROCK I BIJOUX IN PELLE
Giulia Boccafogli, ad esempio, non ha dubbi: «Devo tutto al mio blog», racconta l'architetto e designer. Giulia è specializzata nella realizzazione di gioielli in pelle: «Quando ho iniziato, nel 2005, l’handmade era già in auge, ma i tempi erano molto più favorevoli rispetto a oggi, con il settore ormai saturo. La svolta è arrivata nel 2008 quando sono stata invitata al Macef, il salone milanese dedicato alla casa e al design, è partito tutto da lì». L’esordio con creazioni in gomma per pavimenti, linoleum e pietre semi preziose, poi l’incontro con la pelle, prima usata solo per rifinire e poi divenuta protagonista quasi assoluta di collezioni sorprendenti nelle linee e nei colori. Come Forma Seconda e Flux,  nate a San Francisco: più romantica e delicata la prima, ispirata ai jabot e agli archivi del Lacis Museum (il museo dei merletti, ndr), decisamente più rock e aggressiva la seconda, che sceglie nero come colore dominante.
LA SCELTA DEI MATERIALI
«Concentrarsi su un unico materiale comporta dei rischi, perché ha comunque i suoi limiti», spiega ancora Giulia, «però oggi è importante, non solo per differenziarsi, ma anche per facilitare la comunicazione: il pubblico ti identifica con ciò che lavori, diventa il tuo tratto distintivo. Questo ovviamente non vuol dire che non si possa cambiare, è normale che a un certo punto ci sia un’evoluzione». La ricerca dei materiali e il loro studio è la marcia in più dunque, che salva dall’omologazione e  permette di emergere in un settore sempre più inflazionato e pieno di creativi improvvisati. Conferme su questo punto arrivano anche da altre designer e dalla loro interpretazione di materiali gettonatissimi, come plexiglass e pizzo, i più cool del momento.

Il gioco di colori nei bijoux di Cecilia Rosati.

IL PLEXIGLASS DIVENTA LUSSO
Cecilia Rosati è alla sua prima collezione e ha scelto proprio il plexiglass per i suoi “dettagli contemporanei”. Dalla progettazione in Cad al taglio laser del primo prototipo, si occupa personalmente di tutto, dando vita a forme originali e cromie assortite, che spaziano dalle tinte fluo alle più tenui declinazioni pastello, fino alla completa nudità delle trasparenze. Impreziosite da cristalli swarovski, pietre preziose e nastri vezzosi, le sue creazioni sono aggressive e romantiche insieme.
PIZZO E METALLO, PER UN LOOK INTERNAZIONALE
Proprio come i pizzi di Tamara Bavdek, che da Montréal spedisce in tutto il mondo i suoi intrecci spettacolari, fatti di tessuto e metallo. La designer canadese, che per la sua ultima collezione si è ispirata all'isola di Bali, si è laureata in disegno industriale all'Università di Montréal nel 2007. Poi la svolta: «Dopo moltissimi anni con capello lungo biondo, sentiva il bisogno di un cambiamento. Dopo essersi finalmente tagliata i capelli, ha iniziato a cercare grandi orecchini per completare e rendere più femminile il proprio look», come confessa lei stessa (in terza persona) nella sua biografia online.

Antonella Rossi

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