CASCO MANIA 22 Marzo Mar 2012 1346 22 marzo 2012

Quante idee per la testa

I jet per i modaioli, i modulari per chi va in città e in autostrada. E gli integrali per i maniaci della pista. Ecco le novità per dare gas in tutta sicurezza.

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casco Lorenzo in oro e Swarovski

Sembrano così lontani i tempi in cui la divina Audrey Hepburn, abbracciata al suo Gregory Peck, girava per Roma in vespa con la chioma al vento. Era il 1953. Sono dovuti passare altri 33 anni perché il casco diventasse obbligatorio. E dal quel 1986, l'oggetto in questione, di strada ne ha fatta. Tanta.
Si è trasformato da poco più di un cappello in cuoio, in accessorio indispensabile, super tecnologico, leggero, modulabile, variopinto e griffatissimo.
Il primo bilancio, a soli due anni dall’introduzione della legge, indicava una riduzione pari al 23,4% dei decessi e al 24,6% dei feriti per traumi cranici.
Ma siccome anche l'occhio vuole la sua parte (tutto il mondo è business e marketing), le diverse aziende produttrici, hanno sfornato, e continuano a farlo, modelli per tutti i gusti. E tutte le tasche.
ModaInforma.it vi offre una gallery con le proproste più interessanti: scooter e moto non vedono l'ora di uscire dai box e guai a inforcarli senza la testa al sicuro.
COL VENTO IN FACCIA

Jet della maisoninglese Davida.

I modelli cosiddetti jet, ovvero aperti sul viso, appartengono alla categoria più glamour.
Si usano soprattutto in città, o comunque per percorrere tragitti brevi. Omologati naturalmente, sono perfetti per arrivare non troppo stropicciati in ufficio o all’aperitivo. E sono a tutti gli effetti veri e propri accessori di moda.
Se inizialmente il monopolio della produzione era di Momo Design, a ruota, tutti, o quasi, hanno voluto dire la loro.
Maison del calibro di Emporio Armani, Louis Vuitton, Borsalino e Moschino hanno prodotto modelli di successo. Il creativo Pininfarina ha realizzato un vero gioiello di design e tecnica con il suo Airflow.
Ci sono poi i costosi e gli eccentrici. Davida, per esempio, è un’azienda inglese che confeziona i suoi caschi a mano, ricalcando stile e disegni degli elmetti Anni '60. Curatissimi in ogni dettaglio, sono la scelta preferita degli amanti delle Harley Davidson e delle moto inglesi (info: www.davida.co.uk)
Artigianali e lussuosi i francesi prodotti da Ateliers Ruby. I modelli portano anche le fime di Karl Lagerfeld o Eley Kishimoto.
Ricoperti di materiali preziosi, come la seta ma anche in fantasie ispirate ai cartoni animati, sono rigorosamente in edizione limitata.
E per i più esigenti, come ogni masion che si rispetti, Ateliers Ruby offre la possibilità di creare il proprio casco su misura (info: www.ateliersruby.com/)
Ci sono poi «tutti gli altri», quelli meno glamour, ma certamente più sicuri. Numerose le proposte di Nolan, Grex, Suomy e Caberg .
Infine, una bizzarria da città: per chi proprio non riesce a stare lontano da Facebook, c'è Max,  The Social Network Helmet. Il modello ha una lavagna sul retro per scrivere il pensiero del momento. Basta non farlo mentre si va...
IL GIUSTO COMPROMESSO

Modulare Boxer di Roof (aperto)

Invenzione geniale sono i caschi modulari. Con la mentoniera alzata sono perfetti in città, soprattutto sui maxi-scooter, magari in estate sotto il solleone e poi con un clic si trasformano in integrali per affrontare l’autostrada in tutta sicurezza.
Garantiscono aerazione e vestibilità perfette Airoh, Caberg e Nolan. La differenza la fa il gusto personale.
Validi i modelli  J106 shot di Airoh e N104 di Nolan, disponibile in varie colorazioni. Quest'ultimo ha due diverse misure di calotta, una visiera ampia che garantisce ottima visuale anche lateralmente e lo schermo parasole interno. Ilmovimento di apertura della mentoniera diminuisce il fastidioso effeto vela.
Perché il problema dei modulari è proprio l’effetto vela della mentoniera aperta.
L'azienda francese Roof lo ha risolto con il suo Boxer. La mentoniera ruota di 180 gradi  posizionandosi, una volta aperta, dietro alla testa, mentre la visiera rimane al suo posto.
COME I CAMPIONI

Integrale Agv di Valentino Rossi, in vendita in edizione limitata.

I caschi integrali sono indubbiamente i più ingombranti ma anche i più sicuri e confortevoli soprattutto alle alte velocità.
Hanno prezzi molto diversi a seconda della composizione delle calotte (dalle fibre composite, al policarbonato), del design, del tipo di areazione, della scelta della visiera e della fattura degli interni (rimovibili o fissi). E, ovviamente, del marchio.
I marchi del gruppo Nolan (tra cui X-lite e Grex) e AGV sono sul podio per qualità dei materiali, innovazione e design. Insieme con loro i giapponesi Arai e Shoei. Degna di menzione anche la casa francese Shark.
Nolan, per esempio, veste molti campioni, come Casey Stoner, Jorge Lorenzo e Carlos Checa. AGV, invece, mette in sicurezza la testa di Valentino Rossi.
E sono proprio le repliche di questi velocissimi centauri ad essere le più gettonate dai patiti delle due ruote.
Ci sono poi le limited edition come quella con il grande occhio di Valentino Rossi che guarda il mondo, indossato dal pluricampione italiano in occasione dell’appuntamento MotoGP 2011 del Mugello o quella, ben più esosa indossata da Lorenzo a Valencia nel 2010 per festeggiare il titolo, in oro con 1.800 cristalli Swarovski incastonati, in vendita soltanto su ordinazione al costo di 12.000 euro.
GUIDA ALL'ACQUISTO
Follie a parte, al di là dei gusti, prendete nota di alcune semplici regole per comprare in tutta sicurezza.
1. Scegliete il tipo di casco che meglio si adatta alle vostre esigenze e all’uso che fate del motociclo.
2. Verificate la presenza dell’etichetta di conformità sul casco (sul cinturino o sull’imbottitura interna).
3. Comprate sempre un casco omologato in accordo all’ultima serie di emendamenti, attualmente ECE 22/05.
4. Diffidate delle offerte troppo economiche.
5. Informatevi e rivolgetevi a rivenditori qualificati.
6. Verificate che sia possibile identificare il costruttore o il distributore.
7. Scegliete la taglia corretta. Il casco deve calzare con un po’ di difficoltà ma anche se leggermente stretto, non deve dare fastidio in nessun punto della testa o sulle orecchie.
PER UNA CORRETTA MANUTENZIONE
È bene sostituire il casco dopo una caduta, in quanto può essere stato compromesso lo spessore della calotta interna. Potrebbe non svolgere più la sua funzione benché non presenti danni visibili all’esterno.
Poi, non lasciate il casco esposto a fonti eccessive di calore. Sostituite le visiere quando non consentono più una visibilità ottimale. Infine, il casco non ha una scadenza, tuttavia, dopo cinque anni di un uso corretto, è buona regola sostituirlo, in quanto il polistirolo della calotta interna è soggetto al decadimento delle caratteristiche meccaniche, indipendentemente da quale sia il materiale della calotta esterna.

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