SFILANO LE POLEMICHE 24 Febbraio Feb 2012 1324 24 febbraio 2012

Così tuonò Miuccia Prada

Alla Fondazione di via Fogazzaro la padrona di casa si toglie qualche sassolino dalla scarpa. E a tenere banco non sono soltanto gli abiti.

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Un outfit della sfilata Prada autunno inverno 2012 2013. (Sgp)

Alessandro Lucioni - Alessandro Lucioni

Milano, 24 febbraio. Prada è sicuramente tra le sfilate più attese di tutta la Settimana della moda milanese.
Se per quella dell'uomo (dello scorso gennaio), Miuccia ha chiamato a raccolta fior fior di attori, del calibro di Adrien Brody, Gary Oldman, Tim Roth e Willem Dafoe, trasformando la capitale della moda nella capitale del cinema, per il défilé della donna ha scelto la tradizione, assoldando algide modelle.
Non è cambiata la location: la collezione autunno-inverno 2012 -2013 è stata presentata alla Fondazione di via Fogazzaro: su un tappeto di 700 metri in stile caucasico, ha sfilato l'opulenza.
NON SOLO MODA
Ma a catalizzare l'attenzione di tutti non sono stati soltanto gli abiti, bensì anche alcune battute pepatissime pronunciate dalla padrona di casa.
«So di essere una vera modaiola, proprio perché il lavoro nella moda è così poco rispettato. Sono una banderuola: quando faccio qualcosa mi stufo subito e voglio fare altro».
E ancora: «Il lavoro della moda è considerato di serie B. Anche se fai dieci volte quel fatturato non sei considerato. Anche se siamo più colti, più informati, più bravi. La moda è ampiamente sottostimata» ha tuonato Miuccia, che può permettersi questo ed altro.
PRINCIPESSE DEL TERZO MILLENNIO
Polemiche a parte, la sfilata è stata un successo. Prada  ha portato in passerella una moderna principessa cibernetica, con occhi bistrati in nero e arancio e capelli lunghi bicolori.
Una sorta di personaggio da fumetto, che si muoveva su scarpe altissime, stondate e ricoperte da un guscio in gomma. Le giacche, tantissime, sono state pescate dal guardaroba maschile e rivisitate, per un effetto super femminile. Cappotti, marsine e gilet a punta, tutti bordati, intarsiati e ricamati con cristalli e tasselli in plastica, hanno donato un effetto tridimensionale anche a borse e scarpe.
Pochi i vestiti, ma molti i completi, con i pantaloni a vita alta, svasati sul fondo, a farla da padrone, possibilmente sormontati da gonne a portafoglio e giacche militari sotto la vita, per giochi di sovrapposizioni che non hanno per nulla appesantito la silhouette.
La donna Prada, infatti, è slanciata, anche grazie ai lunghi gilet a coda tagliati sotto il seno.
ELOGIO DEI SESSANTA
I tessuti corposi, ma mai pesanti,  hanno richiamato le fantasie Anni ’60 con quadri e rombi in arancione, verde, viola, blu e giallo,  (una breccia di positività, in queste sfilate in cui il nero sembra predominare su tutto).
Gli accessori poi sono stati la ciliegina sulla torta. Le borse erano in pelle o in raso e vernice, a mano o con manici corti e bombate alla Dottor Zivago, tutte tempestate di cristalli o ricami in plexi.
Gli occhiali tondi avevano un sapore decisamente retro, che si conciliava perfettamente con tutto il mood della passerella e che andranno a ruba appena usciranno nelle boutique del maison.

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