Speciale sfilate 15 Gennaio Gen 2012 1607 15 gennaio 2012

L'eleganza al tempo dell'austerity

Armani ha presentato una collezione pulita, essenziale e riogorosa che non ha bisogno di stupire. Del resto, questa è da sempre la sua (inimitabile) cifra stilistica. E, come al solito, ha fatto centro.

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Armani Milano Ai 2012 2013

Milano, Emporio Armani, collezione autunno inverno 2012 2013.

Milano, 15 gennaio. Non ha deluso le aspettative. Del resto non lo fa mai.  Giorgio Armani ha portato in passerella una collezione (quella della linea Emporio) essenziale, pulita, talvolta perfino austera. Per bene in ogni taglio e dettaglio.
Leggerissimi ed eleganti soprabiti, ampie sciarpe (indossate a mo' di scialle) e mantelle diventano dettagli chic.
Morbide e lussuose giacche di montone vengono legate in vita con forti cinture di cuoio. Torna il Montgomery dalle proporzioni Emporio Armani (125 centimetri di lunghezza), i caban assumono nuove forme e le giacche decostruite si allungano.
Il fit si stringe sull'abito classico (soprattutto su quello di velluto), che viene arricchito con caldi colli di pelliccia. O abbinato a grandi baschi del prezioso materiale. Ma anche il cappello con tesa larga di feltro è quasi una costante. Le borse, dalle linee rigorose, sono grandi come valigie o micro appese al collo con lunghi fili.
«Oggi c'è chi compete con mezzi non dico non leciti ma non consueti, io lo faccio con i vestiti», ha dichiarato Giorgio Armani alla fine della sfilata. «E non mi allargo, se non con l'albergo, che però è parte del mio business e non una gag. Il 2011 per noi si è chiuso bene, siamo soddisfatti visto il momento difficile» ha aggiunto, annunciando una «crescita a doppia cifra».

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