STILE QUESTO SCONOSCIUTO 13 Gennaio Gen 2012 1331 13 gennaio 2012

Le due facce di Pitti Uomo

Alla kermesse fiorentina i visitatori lasciano molto a desiderare. Che fine ha fatto l'eleganza?

  • ...
Pitti Immagine 81  Pitti Immagine 81

Quando il bottone tiracchia. Immagine di Michele Michelsanti.

Michele Michelsanti, Michele Michelsanti - Michele Michelsanti ©2012, Michele Michelsanti ©2012

I paradossi a Pitti Uomo. Mentre negli spazi della Fortezza da Basso, da martedì 10 gennaio, trionfa in tutte le sue declinazioni l'eleganza maschile, ordinata stand per stand, lo stuolo di visitatori che viene e che va lascia molto a desiderare.
Imperversa, diciamolo pure, un cattivo gusto. I maschietti vanitosi, vagano con coraggio in cerca di identità stilistica, pavoneggiandosi davanti agli occhi increduli degli addetti ai lavori.
Esibiscono abiti di almeno due taglie in meno. Ma si sa: in una società in cui tutti devono essere (o sembrare) più magri, indossare capi d'abbigliamento minuscoli è diventato un (triste) must. Il risultato, evidentemente, è pessimo.
IL FESTIVAL DEL MICRO

La giacca di due taglie in meno. (Immagine di Michele Michelsanti).

Michele Michelsanti, Michele Michelsanti - Michele Michelsanti ©2012, Michele Michelsanti ©2012

E allora eccoli strizzati in micro giacchettine, perfino abbottonate, finché il bottone resiste, certo.
E il derrière? Da sempre ostentato dall'universo femminile, adesso viene messo in mostra anche da lor signori. E già, gli spacchi laterali che per via delle misure striminzite del capospalla si aprono senza pietà, mettono in primo piano il lato B, e non sempre è un bel vedere.
I pantaloni? Sfoggiano modelli più simili a leggins, orrendi su gambe troppe magre, ridicoli se la coscia è importante. E, in entrami iu casi non vanno mai oltre la caviglia, quasi fosse un omaggio alla versione Capri tanto amata da Jackie Kennedy.
E per la felicità delle aziende produttrici i calzettoni che fino a poco tempo fa restavano ben nascosti, all'improvviso escono dal letargo godendosi il sole di Firenze come tassi a primavera con la lunghezza quasi mai indovinata.
Perché, in fondo, c'è sempre chi trova sensuale quel centimetro o più di pelle ricoperta da incolta peluria che appare tra la fine della calza e l'inizio del pantaloni.
Inizio con risvolto, bene inteso, anche se si tratta di jeans. I più arditi osano e il calzettone sparisce del tutto lasciando spazio all'orrendo fantasmino che timidamente appare dalla scarpa in vernice.
L'ACCESSORIO GIUSTO AL MOMENTO SBAGLIATO

Calzino in primo piano. (Immagine di Michele Michelsanti)

Michele Michelsanti, Michele Michelsanti - Michele Michelsanti ©2012, Michele Michelsanti ©2012

E se il cappello sta diventando un must da portare anche in luoghi chiusi (il look, si sa, non ha confini) lo stesso lo si deve dire per la sciarpa. Prima la si indossava soltanto per ripararsi dal freddo, adesso non più. Gialla, verde, rossa, optical, a disegni geometrici, floreali, a righe e a rigoni, di cachemire, di cotone, di seta non ha importanza. Ciò che conta è indossarla e non levarla per nessuna ragione al mondo. E l'accessorio in questione non è soltanto al collo di giovanotti, ma anche di uomini attempati che vagano tra gli stand gocciolanti di sudore con questi rettangoli di stoffa ben annodati intorno al collo a mo' di cappio. Alcuni, tuttavia, provano ad allentarlo. Perché l'immagine è importante, ma sopravvivere di più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso