BUONI PROPOSITI 10 Novembre Nov 2011 1347 10 novembre 2011

I fantastici quattro di Filottrano

Un nuovo stabilimento, monomarca nel mondo e una linea da donna. I progetti della maison Lardini.

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Andrea_Annarita_Luigi-_Lorena_Lardini

Un abito della collezione Lardini.

Un contratto integrativo per i dipendenti, un nuovo stabilimento e il debutto della linea donna nel 2013. Lardini, il gruppo di Filottrano (Ancona) specializzato in capispalla da uomo, sembra non conoscere la parola crisi.
LA PAROLA AI NUMERI
In uno scenario internazionale poco rassicurante, l’azienda marchigiana, infatti, ha chiuso il 2011 (ottobre 2010 – settembre 2011) con un fatturato pari a 52 milioni di euro, contro i 37  del 2009. Buone anche le previsoni per il 2012: Lardini stima di raggiungere  i 56 milioni totali. Il 70% del volume d’affari è realizzato con la confezione di capispalla per brand come Burberry, Dolce & Gabbana, Salvatore Ferragamo e John Varvatos.  Il 60% della produzione (1.500 capi al giorno fabbricati in sede e in altri laboratori italiani, da 900 dipendenti, dei quali 300 diretti e 600 dell’indotto) è rappresentato dall’export con una distribuzione che tocca 450 multimarca nel mondo. Ci sono poi 6 monomarca, dislocati in Italia, Russia, Corea e Cina. Due mercati, questi ultimi, sui quali si concentrano le prospettive per il futuro.
LA CINA È VICINA 
«A fine novembre saremo in Cina per siglare un contratto con un operatore locale, grazie al quale apriremo nuovi monomarca e, in contemporanea, faremo un accordo anche con un partner coreano per altre aperture»  hanno annunciato Andrea, Annarita, Lorena e Luigi Lardini, i quattro fratelli a capo dell’azienda fondata nel 1978 .
2013 TUTTO AL FEMMINILE
Bisognerà, invece, attendere l’autunno-inverno 2013 per il lancio della nuova collezione donna, già testata in alcuni negozi multimarca. «In questi giorni stiamo prendendo in esame il profilo di alcuni stilisti. Vogliamo che la direzione creativa sia affidata a un professionista. La collezione sarà incentrata sui capispalla e la produzione sarà interamente italiana e di qualità» hanno sottolineato.
Non sarà made in Italy, invece, la produzione destinata al mercato cinese. «Il nostro partner è anche co-produttore dei capi che, però, realizzeremo con stile e criteri che ci caratterizzano» hanno precisato.
TRADIZIONE & TECNOLOGIA
Uno stile che riflette i codici della lavorazione sartoriale al servizio delle macchine, che consentono di ottimizzare tempi e costi.
«Per essere sul mercato a prezzi accettabili abbiamo studiato, per esempio, sistemi automatici per il taglio dei tessuti attraverso stenditori e rulli che permettono di tagliare fino a sette strati, compresi gli adesivi e le fodere, producendo pochissimo scarto. Quel che rimane viene recuperato e venduto ad aziende, soprattutto pratesi, che producono feltro».
Macchine che costano fino a 120 mila euro l’una saranno integrate da altre innovazioni tecnologiche nel nuovo stabilimento di seimila metri quadrati, sempre a Filottrano, progettato per ampliare la produzione. «Un investimento intorno ai 4 milioni di euro», ha rivelato Lorena Lardini che segue la parte finanziaria e amministrativa dell’azienda, «ma il problema sono le banche che ci consigliano di attendere qualche mese che cali lo spread».
SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA
Non si aspettano, invece, tempi migliori per firmare un contratto integrativo che prevede un premio di 700 euro annuali per i propri dipendenti: «Il nostro successo lo dobbiamo a tutte le persone che lavorano con noi ed è per questo che, anche nei momenti di crisi, non abbiamo mai licenziato nessuno» sottolineano i Lardini.
Infine, tra gli altri progetti in cantiere, anche la vendita in Rete dal prossimo gennaio di RVR Lardini, la nuova linea di capi reversibili.

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