3 Aprile Apr 2018 1852 03 aprile 2018

Mamme pentite: le testimonianze di chi non voleva figli

Illuse da una visione della maternità tutta rose e fiori. Sono diverse le donne che si pentono di essere madri.

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Mamme Pentite

Maternità: gioia e dolori. O, a volte, solo dolori. Tali da pentirsi di essere diventate mamme, di aver messo al mondo un figlio. Un rimpianto che va ben oltre la depressione post partum, e che è ancora più nascosto, taciuto e osteggiato. Ne avevamo già parlato in occasione dell'uscita del libro Regretting Motherhood. Vogliamo riaccendere l'attenzione sul fenomeno raccontando la storia di tre donne che hanno affrontato le proprie sperienze con la Bbc.

RACHEL

C'è Rachel, ad esempio, 50enne madre di tre figli, il più giovane dei quali ha 17 anni. Madre single, si è ritrovata il peso di un bambino tutto su di lei. Un peso insostenibile, che ha trasformato la maternità in un continuo, inutile giro di bieberon. Perché non tutte le donne vogliono essere madri, o ne sono capaci: costringersi a esserlo contro la propria natura, secondo Rachel, significa mettersi in trappola. Perché poi ci si trascina dietro il senso di colpa, convinte di non essere state delle buone madri, e il rimpianto di non aver potuto vivere la propra vita così come si desiderava. Ma Rachel è anche convinta che, se avesse trovato qualcuno disposto ad ascoltarla senza giudicarla, forse avrebbe vissuto la maternità in modo diverso e meno problematico.

ALISON

Alison, invece, è stata tratta in inganno dalla visione fiabesca ed edulcorata che i media dipingono della maternità. Quando ha avuto il suo primo figlio, ha scoperto non solo che la realtà era molto più dura. Ma anche che in lei non albergava alcun sentimento di maternità. Prima ancora del compimento del primo anno di età, Alison preferiva andare a lavorare e trovare una tata che si prendesse cura del figlio. Per permettergli di giocare con qualcuno, poi, ha deciso di dargli un fratellino. A tornare indietro, Alison sceglierebbe di non diventare madre. Preferirebbe puntare sulla carriera, e ammette di aver visto spesso i suoi due figli come degli intrusi che le sottraevano tempo prezioso.

JOY

Anche la maternità di Joy è stata un calvario quotidiano. Al punto che, quando incontrava altre madri che raccontavano di quanto fosse meraviglioso avere dei figli, era convinta che mentissero. Solo con il tempo ha capito che l'istinto materno non è una prerogativa di tutte le donne. C'è chi ce l'ha, e chi no. La figlia di Joy, crescendo, ha compreso che il legame che sua madre aveva con lei non era lo stesso delle altre donne. Joy vuole bene a sua figlia, comunque, ma non come farebbe una madre qualsiasi. Ciò che si augura Joy, è che le donne siano consapevoli di quel che aspetta loro con la maternità. E, soprattutto, che non sono obbligate a diventare madri.

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