11 Gennaio Gen 2018 1335 11 gennaio 2018

Serena Williams e le difficoltà del parto: «Cesareo di emergenza»

L'atleta ha raccontato al magazine le complicanze della gravidanza e la volontà di insegnare alla figlia che non esistono limiti alle possibilità di una donna.

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Serena Williams Parto Cesareo

Imbattibile sul campo, ma una donna come tante in sala parto. Serena Williams finisce sulla copertina di Vogue insieme alla figlia Alexis Olympia e ne approfitta per raccontare che portare a termine la gravidanza non è stato poi così semplice. Per far venire alla luce la piccola, infatti, è stato necessario un cesareo, reso ancora più urgente dal rallentamento del battito cardiaco di Alexis Olympia.

COAGULI DI SANGUE NEI POLMONI

Ma non è stata l'unica complicazione in cui si è imbattuta la tennista. Nei polmoni dell'atleta, dopo il parto, si sono formati dei coaguli di sangue. Inoltre, la ferita del cesareo si è riaperta, costringendola a letto per sei settimane. Serena Williams ha colto l'occasione dell'intervista per parlare anche delle difficoltà emotive che comporta la maternità: «A volte mi abbatto molto e mi sento come se non potessi farlo [...] Nessuno parla dei momenti peggiori, della pressione che senti, dell'incredibile disappunto che avverti ogni volta che senti la bambina piangere. Sono crollata non so quante volte. O mi arrabbio per il pianto, poi mi intristisco per essermi arrabbiata, poi mi sento in colpa [...] Le emozioni sono pazzesche». Serena Williams non è la prima celebrità che affronta il tema della depressione post partum, ma forse è tra le prime a farlo mentre questo processo è ancora in corso.

UNA FIGLIA SENZA LIMITI

Serena Williams ha però detto che la maternità ha avuto un effetto positivo sulla sua carriera, perché l'esperienza vissuta e la presenza di sua figlia hanno azzerato le ansie da prestazione che a volte la coglievano sul campo. Inoltre, l'atleta ha detto che vuole trasmettere ad Alexis Olympia la sua stessa voglia di combattere, senza limitarsi nei suoi obiettivi perché donna: «So che a volte ci viene insegnato di non pensare in grande come gli uomini, a non credere che potremmo diventare presidente, quando magari nella stessa famiglia c'è anche un figlio maschio e gli viene detto che può diventare tutto ciò che vuole».

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