1 Dicembre Dic 2017 0900 01 dicembre 2017

Essere una buona mamma: sette comportamenti da evitare

Il troppo controllo, gli sbalzi d'umore, gli standard troppo severi: alcune abitudini materne che confondono i figli. 

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Buona Mamma Sette Comportamenti Da Evitare

Dire che essere un genitore è difficile è eufemistico a dir poco. Le sfide da affrontare ogni giorno sono forse una minuscola parte di quelle che si erano immaginate prima della nascita di un figlio, a cui comunque ne mancavano tante altre. Tra le cose più importanti da fare, a parte quelle a livello pratico (culla, completini, pannolini, pappe), c'è soprattutto il necessario 'esame di coscienza' su se stessi. Bisogna essere in gradi di capire quali siano i propri limiti, difetti, e cercare di lavorarci il più possibile prima che inizi l'avventura (ma anche durante). Ci sono sette comportamenti e abitudini da evitare e da tenere sotto controllo se si vuole sviluppare un rapporto sano e solido con i piccoli. Essere una buona mamma è davvero un'impresa, ma limitare i danni è già un buon inizio!

ESSERE IMPREVEDIBILE

Se essere lunatiche, imprevedibili e umorali poteva essere quasi divertente e affascinante per un certo periodo della propria vita, esserlo dopo la nascita di un figlio può essere controproducente. Sono concordi in molti nel dire che quello di cui ha bisogno un bambino, nei suoi primi anni, è di strutture e schemi di comportamento da seguire e imparare. Si tratta soprattutto di dargli dei punti di riferimento, dei modelli da poter poi applicare all'esterno. Così da sapere che a certe azioni ne seguono delle altre. Se invece si reagisce sempre in modo diverso nei suoi confronti, difficilemente un bimbo piccolo avrà gli strumenti per capire che non dipende da lui. Si sentirà responsabile delle differenti situazioni, finendo per sviluppare molti dubbi e timori su cosa sia da fare e cosa no. Per chi sa di aver un carattere abbastanza repentino e soggetto a sbalzi d'umore può essere utile cercare di darsi delle 'regole' da seguire soprattutto con i figli.

ECCESSIVAMENTE PERFEZIONISTA

È una tendenza comune a molte giovani donne quella di essere eccessivamente perfezioniste e severe verso se stesse. Ci si pone degli standard (lavorativi, affettivi, fisici) molto rigidi, cadendo in preda ai sensi di colpa quando non li soddisfiamo. Quando si hanno figli, è facile correre il rischio di comportarsi con loro allo stesso modo. Se vediamo di star dando anche a loro degli obiettivi troppo ambiziosi, però, bisogna essere in grado di riconoscerlo e fare un passo indietro. Anche in questo caso, poi, conviene cercare di tenere un comportamento il più possibile coerente: cambiare continuamente idea su cosa sia un buon risultato e cosa no, non fa altro che confondere ancora di più un bambino.

DIFFICILMENTE DI SUPPORTO

Al di là del fatto che ci siano ancora diverse misure per giudicare il comportamento di un padre e quello di una madre (se lui è distante è autoritario, ma se lei è distante allora è una cattiva mamma), cercare di riconoscere e ammettere i propri limiti in termini di empatia può essere molto importante in vista di una gravidanza. Nessuno ci chiede di annullarci cercando di dare ascolto ai problemi di tutti gli amici e i parenti, ma prepararsi all'ascolto è fondamentale. Un bambino vedrà la madre come il punto di riferimento, e la prima valvola di sfogo, e vedersi sempre respinto nei suoi approcci potrebbe essere molto doloroso.

TROPPE GRIDA TROPPO SPESSO

L'impazienza, e gli scatti d'ira che la seguono, è uno dei primi tratti su cui bisogna lavorare in vista della nascita di un figlio. Ovviamente non sarà possibile rimanere sempre calmi e impassibili, ma perder le staffe di continuo finirà per condizionare molto il comportamento di chi ci guarda. Di solito si rischia di provocare molta insicurezza oppure, al contrario, trasmettere una costante rabbia.

POCO OTTIMISTA

Più che poco ottimista (nessuno è obbligato a vivere sempre col sorriso sulle labbra), per una madre è pericoloso non riuscire mai a trasmettere ai figli fiducia nelle proprie capacità, o nella possibilità che una situazione si risolva per il meglio. Un'attitudine verso il basso che si traduce anche nello stare sempre sulla difensiva, nel cercare uno scontro, più che un confronto e sollevare problemi per cui non si ha mai una soluzione. Crescendo, sono atteggiamenti che si riconoscono facilmente nei genitori, e si impara a gestirli. Ma per un bambino, può essere un termine di paragone negativo.

MANIACA DEL CONTROLLO

Cercare di controllare le emozioni di chi ci sta attorno, soprattutto le emozioni nei nostri confronti, fa molto male ai bambini, che da piccoli sono facilmente manipolabili. Non bisognerebbe volerli sempre ben disposti verso di noi, nè usarli come porto sicuro per sentirci meno sole. Non sono catalizzatori da utilizzare a nostro piacimento.

CON POCA VOGLIA DI CAMBIARE

Al di là di tutte queste cose, il peggior comportamento che si può avere è non voler accettare la necessità di un cambiamento. Se si capisce di avere dei comportamenti malsani per i propri figli, ignorare la cosa e giudicarla frettolosamente irrilevante può essere più dannoso che tutto il resto. Spesso le nostre abitudini dipendono da quello che noi abbiamo visto a nostra volta da piccoli, quindi comprendere cosa sia giusto tenere e cosa no può aiutare i nostri figli a iniziare un nuovo corso. Non è eccessivo dire che se si ammette di avere uno o più di questi comportamenti, può far bene iniziare un percorso di terapia.

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