27 Settembre Set 2017 1616 27 settembre 2017

Pubertà precoce: il caso di Lina Medina, la bambina che partorì a cinque anni

In pochi credettero alla notizia, ma i rapporti medici dell'epoca ne confermerebbero la veridicità. Lei, 84 anni il 27 settembre, non ne ha mai voluto parlare. Lo ha fatto la scienza, che spiega come sia stato possibile.

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Lina Medina

Ci sono i rapporti medici dell'epoca. Ci sono le fotografie - per la verità pochissime - di quando ancora non esisteva Photoshop e gli scatti non si potevano modificare in una camera oscura. E ci sono gli studi scientifici, quelli sulla pubertà precoce, che magari non evidenziano casi così estremi ma confermano come l'età dello sviluppo e la comparsa del menarca possano avvenire anche intorno ai sette o otto anni, sopratutto nelle bambine. C'è tutto questo, ma il caso di Lina Medina, la bambina peruviana che il 14 maggio 1939 dette alla luce un bambino all'età di cinque anni, sette mesi e 21 giorni, continua a far discutere e sollevare dubbi su una tragica verità accertata dalla medicina. Di quella storia, neppure dopo la morte del figlio chiamato Gerardo Alejandro in omaggio ai medici che l'assistettero, Lina, 84 anni il 27 settembre, non ne ha mai voluto parlare. Chi fosse il padre non si è mai saputo, come fosse rimasta incinta neppure. La famiglia ha sempre cercato di proteggerla, rinunciando a offerte di denaro per interviste esclusive che avrebbero permesso ai Medina una vita più agiata.

AI CONFINI DELLA REALTÀ

Perché il contesto dove si sviluppa la vicenda è di una povertà assoluta, quella di Paurange, un villaggio nel distretto di Ticrapo, in Perù. Dove era consuetudine celebrare feste pagane con rapporti sessuali di gruppo che coinvolgevano anche i bambini. Potrebbe essere questa la causa della gravidanza di Lina. O un possibile abuso del padre, prima arrestato e poi scarcerato per insufficienza di prove, o del fratello, un ragazzone con problemi mentali. Fatto sta che quell'anomalo pancione doveva essere curato in qualche modo. Un male inspiegabile, pensavano, da far guarire a un santone. Una gravidanza incredibile, invece, la diagnosi dei medici. Lina partorì con taglio cesareo - troppo esile, d'altronde, il corpo della bambina per sopravvivere a un parto naturale -, mettendo al mondo un bambino di 2,7 kg.

PUBERTÀ PRECOCE

Come tutto ciò sia stato possibile lo si legge nella relazione del ricercatore Edmundo Escumel (pubblicata su La Presse Medicale) che spiegò anche come la prematura comparsa del menarca fosse attribuibile a «un disturbo ormonale straordinario di origine pituitaria». Da allora la scienza ha fatto passi avanti e lo studio della pubertà precoce è stato approfondito. Nei testi di medicina si definisce come la comparsa dei segni di sviluppo puberale prima dell'età di otto anni per le femmine (sette anni per le bambine bianche o sei per quelle di colore secondo le linee guida americane), nove anni nei maschi. Un caso che colpisce una bambina ogni 5-10mila, dovuto alla produzione di ormoni della ghiandola ipofisi, detti gonadotropine, che stimolano la funzione dei testicoli e delle ovaie. Un evento che, oltre a disfunzioni nella crescita, può generare nei piccoli problemi psicologici e relazionali derivanti dagli inattesi cambiamenti corporei e dal confronto con i propri coetanei.

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