27 Settembre Set 2017 1820 27 settembre 2017

Famiglia, gay esclusi dalla conferenza nazionale: il governo riconosce solo quella 'tradizionale'

Discriminate le associazioni Lgbt che non sono state invitate alla due giorni (28 e 29 settembre) organizzata in Campidoglio. E il dibattito dui diritti arcobaleno si infiamma. Perché la legge sulle unioni civili non può bastare.

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Famiglia Gay

Che cos'è la famiglia? Un dilemma che mi attanaglia da anni o per lo meno da quando le forze politiche italiane di ogni schieramento - neanche a dirlo, soprattutto quelle cattoliche - hanno trasformato una parola così semplice, che dovrebbe suggerire inclusione e amore, in un vocabolo ostile, sinonimo ormai di esclusività. Un'esclusività ad appannaggio pare solo degli eterosessuali, perché nonostante tutte le lotte per l'uguaglianza e per riconoscere i diritti anche alle coppie omosex, il governo italiano è ancora capace di discriminare le nuove forme di unione.

NUMERO CHIUSO

Il 28 e il 29 settembre, infatti, a Roma c'è la terza Conferenza nazionale sulla famiglia, durante la quale in Campidoglio si incontrano diversi esponenti delle istituzioni, dal premier Paolo Gentiloni ai presidenti di Inps e Istat, passando per la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli e quello dell'economia Pier Carlo Padoan, il tutto inaugurato dalla sindaca Virginia Raggi in persona. Insomma un'occasione importante per capire a che punto siamo sulle iniziative in questo campo e quali possono essere le prospettive future per sostenere chi decide di creare un nucleo con o senza figli che sia. Sembrerebbe però che in queste riflessioni le famiglie Lgbt non siano comprese, non facciano parte dei progetti dello Stato e quindi la loro opinione non sia abbastanza rilevante, tanto da non aver invitato nessuna delle associazioni che si occupano dei diritti arcobaleno.

IPOCRISIA POLITICA

Gli unici ad essere stati chiamati in causa sono stati quelli dell'Associazione Genitori di Omosessuali (Agedo), che di fatto sono eterosessuali con figli gay, ma che in ogni caso non sono stati inseriti nella lista degli interlocutori, ma sono presenti solo come oratori. Una lacuna del governo che fa capire come, nonostante la legge sulle unioni civili del maggio 2016, le coppie 'non tradizionali' non siano ammesse nel dibattito o, ancora peggio, non siano proprio considerate al pari delle altre. Intenzionale o erronea, questa decisione ha irritato parecchio i cittadini - e i loro rappresentati - di fatto esclusi dalla conferenza. Un pubblico che non interessa? A quanto pare no, visto che poi in periodo di perenne campagna elettorale il Partito Democratico spedisce Maria Elena Boschi a parlare con le associazioni Lgbt, in un incontro a parte. Della serie: quando la toppa è peggio del buco.

FAMIGLIE IN EVOLUZIONE

Al di là di ogni considerazione politica, comunque la si pensi, è necessario da parte di tutti una presa di posizione netta su quello che oggi le famiglie sono e ciò che rappresentano. Esistono quelle allargate, quando genitori separati si risposano portando con sé i propri figli e i figli dei figli; ci sono fratelli o sorelle oppure amici che decidono di invecchiare assieme; ci sono coppie di uomini o di donne che adottano bambini o che semplicemente non lo fanno. C'è anche la madre che cresce da sola il proprio bambino o gli zii che prendono con sé il nipote in difficoltà. Insomma, la famiglia oggi è un elemento in evoluzione, un'aggregazione di persone che banalmente si amano, si supportano e affrontano insieme la quotidianità. Il compito dello Stato sarebbe quello di tutelarla in ogni forma e quello di noi cittadini di rispettarla, perché dare la possibilità ad altri di vivere serenamente non ci priva di alcun diritto. Questo dovrbbero cominciare a ripeterselo in molti come un mantra, a partire da chi ci governa.

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