16 Maggio Mag 2018 1255 16 maggio 2018

Vittorio Storaro difende Woody Allen sulla questione delle molestie sessuali

«È stato processato due volte ed è risultato innocente». E torna sulla scena discussa di Ultimo Tango a Parigi: «Ero presente. Non ci fu nessuna violenza».

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Vittorio Storaro Woody Allen

Ne aveva parlato un paio di mesi fa in un'intervista su Vanity Fair. E al Festival di Cannes numero 71 è tornato sui suoi passi. Vittorio Storaro, direttore della fotografia romano vincitore di tre Premi Oscar, ha detto ad AskaNews la sua su #MeToo, le accuse a Woody Allen e Bernardo Bertolucci per alcune scene di Ultimo tango a Parigi.
«Io non conoscevo Woody Allen 20 anni fa, non ero presente, però da quello che so, che ho letto e ascoltato, so che lui è stato accusato di aver fatto un abuso su una minorenne 20 anni fa, però è stato processato due volte, una volta a New York e una volta a Philadelphia credo, e tutte e due le volte è risultato innocente», ha detto Storaro, a Cannes per presentare il film A rose in winter.
Il cinematografo (come preferisce farsi chiamare) che ha curato la fotografia di quasi tutti i film di Bernardo Bertolucci dal 1970 al 1993, si è espresso anche sulla discussa scena di Ultimo tango a Parigi, dove sul set Maria Schneider era protagonista di una scena di sodomia con Maron Brando: «Recentemente è stato accusato anche Bernardo Bertolucci con Brando di avere fatto una violazione, un abuso su Maria Schneider. Di questo io sono un testimone oculare, ero lì. Ero a un metro e mezzo da entrambi mentre giravano quel tipo di scena. Ma io dico, ma siete tutte pazze? Ma come fate a pensare che una scena recitata, in un film, possa essere accaduta, che sia vera?».
Storaro ha ribadito che quella scena era scritta nel copione, e che tutti erano d'accordo nel girarla, tanto che «cinque minuti dopo scherzavamo e ridevamo». E critica come viene trattata dalla stampa la questione delle molestie dallo scandalo Weinstein in poi: «Quelli che molti giornalisti stanno facendo sono abusi: sbattere il mostro in prima pagina, senza le necessarie ricerche, studi e conferme delle cose che stanno scrivendo».

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