12 Maggio Mag 2018 1328 12 maggio 2018

L'Arma ha espulso i due carabinieri di Firenze accusati di violenza sessuale

Accusati di aver violentato due studentesse americane nel settembre 2017, dopo averle accompagnate a casa da una discoteca, sono stati licenziati.

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«Capii che si era realizzata un’occasione di sesso e così ci siamo comportati da maschietti», aveva raccontato uno dei due davanti alla pm nel corso dell'interrogatorio per l'accusa di aver stuprato due studentesse americane nel settembre 2017 a Firenze dopo averle accompagnate a casa dalla discoteca Flo di Piazzale Michelangelo assieme al collega, che ha invece ammesso di «aver violato i suoi doveri» giurando però di non essere un mostro.
Otto mesi dopo, l'Arma dei Carabinieri ha destituito Marco Camuffo e Pietro Costa, accusati di violenza sessuale nei confronto delle due studentesse americane. Una decisione arrivata al termine dell'indagine disciplinare che era stata avviata dopo la denuncia delle due giovani, che accusano i due carabinieri di averle violentate nella notte fra il 5 e il 6 settembre I due sono in attesa della decisione sul loro rinvio a giudizio. La destituzione dal servizio arriva in base alla valutazione sul comportamento tenuto dai due carabinieri quando furono chiamati per una rissa in una discoteca: al termine dell'operazione, i due si sono trattenuti nel locale per «agganciare» le giovani, e poi le hanno accompagnate a casa usando l'auto di servizio, cosa possibile solo in casi eccezionali, che poi è stata parcheggiata sotto l'abitazione delle studentesse, dove sarebbe stata consumata la violenza.

LA DIFESA NON CI STA

Secondo il difensore di Costa i due carabinieri, che finora erano sospesi dal servizio e a cui era stato dimezzato lo stipendio «non sono degli stupratori, e sarà dimostrata la loro innocenza nel processo penale che verrà fatto e chiederemo così la loro riammissione nell'Arma».
«Nella decisione disciplinare», ha proseguito il legale, «ha pesato per entrambi di aver avuto rapporti sessuali in servizio con le due americane. Ma nessuno ha stuprato nessuno e sarà dimostrato al processo». Lo stesso difensore ha anche sottolineato che «il comando generale sembra aver avuto una certa fretta ad irrogare la sanzione nei confronti dei due militari. In questo modo la presunzione d'innocenza non è rispettata, ancora non c'è stato nessun processo e per le decisioni relative al procedimento disciplinare non c'era da rispettare nessuna scadenza».

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