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11 Maggio Mag 2018 1126 11 maggio 2018

Il presidente del premio Pulitzer Junot Diaz si è dimesso per molestie sessuali

Il 4 maggio 2018 era stato accusato da tre donne del mondo dell'editoria. Esattamente una settimana dopo, lo scrittore dominicano ha fatto un passo indietro.

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Presidente Pulitzer Dimissioni Molestie Sessuali

Se, leggendo la vicenda del procuratore generale di New York che fece causa ad Harvey Weinstein, avete pensato che una storia più tragicomica non potesse esistere, probabilmente non avete ancora sentito quella di Junot Diaz, il presidente del premio Pulitzer che si è dimesso l'11 maggio 2018. Il motivo è sempre lo stesso: accuse di molestie sessuali e misoginia. E pensare che soltanto il 17 aprile 2018, il New York Times e il New Yorker aveno vinto la più prestigiosa onorificenza americana per il giornalismo proprio su due inchieste sullo scandalo Weinstein, ovvero quello sugli abusi dell'ex produttore della Miramax nei confronti di diverse ragazze e donne di Hollywood. Dal caso, poi, è nato anche il movimento #MeToo che ha lo scopo di denunciare tutti i molestatori e difendere le vittime.

LE ACCUSE DI MOLESTIE SESSUALI E MISOGINIA

Tornando alle dimissioni di Junot Diaz, lo scrittore dominicano, 49 anni, già vincitore del premio Pulitzer, è stato accusato da tre donne del mondo dell'editoria il 4 maggio del 2018. Il giornale americano The Cut, ha scritto che il presidente dimissionario è stato protagonista di comportamenti inopportuni e aggressivi.

La scrittrice Zinzi Clemmons, autrice del romanzo What We Lose, ha lanciato la sua accusa su Twitter: «Quando ero una studentessa universitaria, ho invitato Junot Diaz a parlare ad un seminario sui temi della rappresentazione in letteratura. Ero una sconosciuta di 26 anni ma lui mi ha spinta in un angolo e a cercato di baciarmi con froza, contro la mia volontà. Non sono l’unica con cui l’ha fatto e non voglio più restare in silenzio».

Infatti, un'altra scrittrice, Carmen Maria Machado, finalista del premio letterario 'National Book Award' per Her Body and Other Parties, non solo ha risposto al tweet della collega ma ha anche raccontato la propria esperienza con Junot Diaz. In questo caso non si tratta di molestie sessuali ma di atteggiamenti violenti dello scrittore che non ha proprio preso benissimo le critiche della Machado. Durante un incontro tra i due, l'autrice gli chiese perché i suoi personaggi avevano dei rapporti patologici con le donne. Lui «alzò la voce, camminò, disse che ero un'idiota che non sapeva leggere o trarre conclusioni ragionevoli dal testo». Ma non è finita qui.

Carmen Maria Machado ha detto anche che «Junot Diaz è un misogeno ampiamente lodato e amatissimo. I suoi libri sono retrogadi e sessisti. Ha trattato orrendamente le donne in ogni modo possibile».

I’ve been waiting for this one to come out for a long time. Here’s my story about Junot Díaz. It’s corroborated by my...

Geplaatst door Monica Byrne op vrijdag 4 mei 2018

Ultima ma non ultima Monica Byrne, autrice di The Girl in the Road, che in un lungo post di Facebook ha accusato il presidente dimissionario del premio Pulitzer di averle urlato contro durante una cena di lavoro a cui l’aveva invitato e di averla contraddetta sempre: «non avevo mai subito una misoginia così violenta in tutta la mia vita».

GLI ABUSI SUBITI DA PICCOLO

E pensare che il 16 aprile 2018, Junot Diaz aveva scritto un articolo per il New Yorker in cui raccontava di essere stato stuprato a otto anni. «Non ho mai avuto alcun aiuto, nessun tipo di terapia. Non l'ho mai detto a nessuno», si legge nel sottotitolo del pezzo The Silence: The Legacy of Childhood Trauma.

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