11 Maggio Mag 2018 1950 11 maggio 2018

In Sudan Noura Hussein sarà impiccata per aver ucciso il suo stupratore

A 19 anni è stata condannata a morte per aver assassinato con una coltellata il suo aguzzino. Migliaia di firme e una mobilitazione internazionale per salvarla.

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Sposa Bambina Sudan

A soli 13 anni era stata costretta dalla famiglia a sposarsi. È stata stuprata dal marito con la complicità del fratello e di due cugini. E a fine maggio rischia di essere impiccata per essersi ribellata a un'altra violenza, che temeva. È la terribile storia di Noura Hussein, 19 anni, condannata a morte per aver ucciso con una coltellata il suo stupratore. L'ennesima vittima di un Paese, il Sudan, dove vige una legislazione assurda: lì è legale sposarsi a dieci anni mentre non è illegale violentare la propria moglie.
Abbandonata dalla famiglia, che prima l'ha buttata tra le braccia di un mostro e poi l'ha consegnata alla polizia, Noura nelle ultime settimane ha scatenato una vasta mobilitazione nazionale e internazionale. Su Twitter gli hashtag #JusticeforNoura e #SaveNoura sono sempre più popolari (anche Mara Carfagna se ne è fatta portavoce) e in migliaia hanno già firmato una petizione pubblicata su change.org chiedendo la scarcerazione della ragazza.

SOTTO CHOC PER LA CONDANNA A MORTE

«Gli avvocati, Adil Mohamed Al-Imam e Mohaned Mustafa Alnour, hanno già presentato ricorso contro la sentenza», ha raccontato Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur che ha lanciato un appello per salvare la ragazza giovane rinchiusa nella prigione femminile di Omdurman. «Se il ricorso non venisse accolto, Noura finirà sul patibolo per essere impiccata», ha sottolineato Napoli, che è in contatto diretto con i legali. «Noura è sotto choc per la condanna a morte», ha riferito alla Cnn l'avvocato Al-Imam che si è già occupato del caso di Meriam Ibrahim, la donna incinta all'ottavo mese salvata dalla lapidazione per apostasia. Al-Imam ha raccontato che dopo le nozze nel 2012 la ragazzina riuscì a scappare da una zia e a non 'consumare' il matrimonio. Ma due anni dopo i genitori l'hanno rispedita a casa del marito ed è allora che lo stupro è avvenuto. «Il fratello e due cugini del marito le tenevano testa e gambe a terra dopo averla schiaffeggiata», è l'agghiacciante racconto dello stupro nelle parole dell'avvocato. Quando il giorno successivo stava per ripetersi la stessa violenza la 15enne ha impugnato un coltello e pugnalato il marito.

FIRMIAMO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DI NOURA

Il caso di Noura purtroppo non è isolato in Sudan, ma è la prima volta che una storia del genere ha un'eco internazionale. «Lo stupro da parte del coniuge è una violenza ricorrente in questo Paese ma non se parla mai», ha spiegato Ahmed Elzobier, ricercatore di Amnesty International. L'ultima parola adesso spetta ai giudici. «Giovedì un tribunale di Omdurman ha condannato a morte Noura per aver ucciso il suo stupratore», si legge nella petizione lanciata da Italians for Darfur su change.org Italia. «Raccogliamo quante più firme possibile da inviare al presidente del Sudan Omar Hassan al Bashir per chiedere la grazia e l'immediata liberazione». E speriamo con tutto il cuore che servano.

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