11 Maggio Mag 2018 1700 11 maggio 2018

Si era tagliata i polsi per un matrimonio combinato, non per lo smartphone

Dopo tre settimane è stata fatta luce sulle motivazioni del gesto di una 14enne dello Sri Lanka che vive a Lecce. I genitori l'avevano promessa in sposa già dall'età di 10 anni.

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Matrimonio Combinato Smartphone

Non era per il divieto di usare lo smartphone che ad aprile una quattordicenne cingalese aveva cercato di tagliarsi i polsi. A circa tre settimane di distanza, e qualche giorno dopo la morte di Sana Cheena, è emersa un'altra verità su quelle lesioni: la ragazzina avrebbe provato a farsi del male perché i genitori volevano costringerla a un matrimonio combinato. Una piaga diffusa in tutto il mondo, anche in Italia.

QUELLO CHE SI SAPEVA

Ad aprile le cronache avevano così raccontato i fatti: la ragazzina era andata a scuola e la sua insegnante si era accorta della fasciatura al polso. La cingalese aveva raccontato di aver provato a ferirsi per fare un dispetto al padre, che l'aveva schiaffeggiata e le aveva proibito l'uso dello smartphone, giudicato eccessivo. In seguito al racconto, l'insegnante aveva deciso di contattare il Tribunale per i minorenni, che aveva deciso per l'allontanamento della minorenne della famiglia.

LA DENUNCIA PER MALTRATTAMENTI

L'avvocato della famiglia aveva descritto il padre come un gran lavoratore, che gestiva un negozio di alimentari in cui lavorava tutto il giorno. I suoi tre figli maschi, invece, lavoravano come barbieri. Il genitore era stato denunciato per maltrattamenti.

LE VERE MOTIVAZIONI

L'11 maggio il Nuovo Quotidiano di Puglia ha raccontato che la ragazzina si sarebbe convinta a raccontare le reali motivazioni di quel gesto: temeva un matrimonio combinato dal padre quando lei aveva appena 10 anni. Il genitore, quindi, avrebbe sì cercato di impedirle l'uso del telefono, ma per altre ragioni: temeva che la figlia chattasse con qualche coetaneo e che questo avrebbe compromesso l'accordo raggiunto.

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