Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

11 Maggio Mag 2018 1119 11 maggio 2018

Georgina Chapman ha parlato per la prima volta di Weinstein dopo lo scandalo

La moglie del produttore racconta a Vogue il trauma vissuto a seguito delle rivelazioni sulle molestie sessuali perpretrate dal marito.

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Georgina Chapman Harvey Weinstein scandalo

Che l'esilio dal jet set hollywoodiano di Georgina Chapman fosse agli sgoccioli si poteva intuire già dalla serata del Met Gala, quando Scarlett Johansson ha indossato un abito firmato Marchesa, la casa di moda della ormai quasi ex moglie di Harvey Weinstein. L'indomani, l'attrice aveva ricevuto qualche critica per quella scelta, ma la lunga intervista a Chapman pubblicata su Vogue sa di riabilitazione definitiva. E anche giusta, se vogliamo, perché se le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli, allo stesso modo quelle dei mariti non dovrebbero ricadere sulle mogli. Eppure, per circa otto mesi, così è stato: Georgina Chapman doveva sapere e quindi, in qualche modo, doveva essere complice. E se anche non sapeva, era comunque colpevole di non aver tenuto gli occhi abbastanza aperti.

UN UOMO IN BIANCO E NERO

Intervistata da Jonathan Van Meter, Georgina Chapman ha ripercorso quei giorni, dallo scoppio dello scandalo alle ricadute più immediate e quelle più a lungo termine, passando per la difficoltà, che ancora dura, di accettare l'idea che il proprio marito, ottimo padre e uomo generoso (così lo descrive lei) fosse anche un molestatore nel migliore dei casi, uno stupratore nel peggiore. Perché quando se ne innamorò e decise di sposarlo, in quell'uomo aveva visto delle qualità: «Ha carisma. È un uomo incredibilmente brillante, molto istruito. E molto generoso [...] È quella la parte difficile di tutto questo... questo bianco e nero... la vita non è così [...] Era un amico, un confidente, un sostenitore. Sì, ha una grossa personalità... E... ma... Non lo so. Vorrei avere delle risposte. Ma non ne ho».

Georgina Chapman nel gennaio 2017, al party dei Golden Globe organizzato da Netflix e dalla Weinstein Company.

IL PRIMO IMPATTO

Quando le inchieste del New York Times e del New Yorker vennero pubblicate, Georgina subì un pesante contraccolpo emotivo. Le ci vollero due giorni per assimilare e comprendere l'entità dello scandalo: «Ho perso quasi cinque chili in due giorni. Non riuscivo a trattenere il cibo [...] Mi girava la testa. E fu difficile, perché il primo articolo si riferiva a un periodo di molto precedente a quando l'avevo conosciuto, quindi c'è stato un momento in cui non potevo giudicare. E poi le storie si sono allargate e ho capito che non si trattava di un caso isolato. E capii che dovevo allontanarmi e portare via i miei figli».

RIMETTERE INSIEME I PEZZI

I figli, stando all'articolo di Vogue, sono la vera preoccupazione di Georgina, che è scoppiata in lacrime parlando di loro: «Ci sono dei momenti in cui piango per i miei bambini. Come saranno le loro vite? Che cosa dirà loro la gente? È che loro vogliono bene al loro papà. Gli vogliono bene». Georgina ci ha messo un po' a cercare di mettere insieme tutti i pezzi. Non è andata subito da uno psicologo: «All'inizio non riuscivo, perché ero troppo choccata. E sentivo di non meritarmelo. E poi ho capito: È successo. Dovevo prenderne consapevolezza. Dovevo andare avanti. Una parte di me era incredibilmente ingenua. Ho avuto momenti di rabbia, di confusione, di incredulità!».

Scarlett Johansson in Marchesa al Met Gala 2018.

Getty Images

IL RITORNO DI MARCHESA

Come dicevamo all'inizio, lo scandalo Weinstein non ha avuto ripercussioni solo sulla psiche e sul fisico di Georgina, ma ha rischiato anche di mandare in crisi Marchesa, la casa di moda da lei fondata insieme a Keren Craig. Molto amato dalle star, molto presente sui red carpet, il brand nella sua ascesa aveva senza dubbio potuto beneficiare dei contatti di Weinstein, che probabilmente suggeriva alle attrici di indossare i capi della moglie. Ma, allo stesso modo, da ottobre era diventato un brand tossico, come d'altra parte testimoniano le critiche mosse a Scarlett Johansson. Ora, però, quel periodo sembra finito. E la stessa Chapman, all'inizio del 2018, aveva deciso di non promuovere i suoi abiti durante la stagione dei premi: «Non ci sembrava appropriato, data la situazione. Tutte le donne che sono state ferite meritano dignità e rispetto, quindi voglio concedergli il tempo che merita. È un momento di lutto». Ma, come titola il New York Times, ora Marchesa sta tornando, mentre il Guardian si chiede se non sia troppo presto. Ma, in fondo, condannare Georgina Chapman per le malefatte del marito non significherebbe sminuirla, negandole il suo ruolo imprenditoriale e riducendola a essere la solita 'moglie di'?

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