11 Maggio Mag 2018 1754 11 maggio 2018

Il caso del catalogo delle donne single di Lecco rischia l'archiviazione

A un anno dalla pubblicazione del controverso ebook, l'avvocata delle donne schedate esprime la sua preoccupazione. Ripercorriamo i punti salienti della vicenda.

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Catalogo Donne Single Lecco

Potrebbe finire nel nulla le indagini a carico di Nicola Antonio Marongelli, il 49enne di Valmadrera indagato per aver pubblicato un catalogo online di 1218 donne single lecchesi. È il timore espresso al Corriere della Sera dall'avvocata Marisa Marraffino. «Mi auguro che il caso non venga archiviato senza che vi sia alcuna conseguenza per l’autore. Una beffa per le centinaia di vittime lecchesi che a loro insaputa sono finite in un becero elenco, quasi fossero merce in vendita solo perché donne single. È già passato un anno e le indagini non sono ancora state concluse».

CHE COS'ERA SUCCESSO

Nel maggio 2017, sulla piattaforma di pubblicazione online Lulu.com era approdato un ebook di 95 pagine, pubblicato dalla fantomatica casa editrice Orangita Books. Dietro quel nome si celava in realtà Nicola Antonio Marongelli, che usando la ricerca Facebook aveva schedato migliaia di profili, messi a disposizione di chi avesse voluto acquistare l'elenco alla cifra di sei euro e 74 centesimi. I due volumi erano poi stati ritirati.

COME SI ERA GIUSTIFICATO MARONGELLI

All'epoca Marongelli si era fatto intervistare dal Giorno, trincerandosi dietro il suo presunto femminismo: «Forse anche a causa di questa mia assenza di pregiudizi, non vedo la malizia dove altri la colgono. Che si possa solo pensare che una donna, per il semplice fatto di essere single, sia in qualche modo disponibile è un’aberrazione». Marongelli era stato intervistato anche da Le Iene.

COME AVEVANO REAGITO LE CATALOGATE

Alcune delle donne finite della lista avevano deciso di rivolgersi all'avvocata Marisa Marraffino, che LetteraDonna aveva intervistato. All'epoca, ci aveva espresso come aveva intenzione di procedere: «Innanzitutto il trattamento illecito dei dati personali. E poi potrebbero esserci gli estremi per la diffamazione aggravata, ma dobbiamo ancora capire in che modo sono state presentate sul catalogo le donne coinvolte».

QUAL È LA SITUAZIONE UN ANNO DOPO

Marraffino ha fatto il punto della situazione al Corriere della Sera, senza nascondere una certa preoccupazione: «Auspichiamo ci sia la richiesta di rinvio a giudizio, ma il timore è che invece il giudice decida per l’archiviazione. [...] Dal punto di vista civile si potrebbe già agire, ma avrebbe poco senso visto che Marongelli potrebbe non essere in grado di risarcirle. Abbiamo scelto la strada del processo penale, si tratterebbe del primo di questo in genere in Italia, proprio per lanciare un messaggio forte. Puntiamo a una condanna per diffamazione, anche se sappiamo che sarà difficile perché il caso non ha precedenti».

GLI EFFETTI SULLE DONNE FINITE NEL CATALOGO

Qualcuno potrebbe pensare che la redazione del catalogo sia stata una goliardata o poco più, ma è importante sottolineare che alcune donne hanno subito un vero e proprio trauma, ritrovandosi così esposte a loro insaputa. Lo spiega sempre l'avvocata Marraffino: «Ricordo il caso di una giovane arrivata nel mio studio in lacrime perchè durante una visita medica nella sala d’aspetto della clinica alcune persone parlavano del catalogo in tono allusivo. Si era sentita colpevole senza motivo. Un’altra era stata improvvisamente subissata di richieste di amicizia e anche qualche proposta decisamente spinta».

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