2 Maggio Mag 2018 1230 02 maggio 2018

La storia dell'incendio della Triangle Waist Company

Vi perse la vita, insieme ad altre 145 persone, in prevalenza giovani donne immigrate, anche la 14enne Rosaria Maltese. Era il 1911.

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Rosaria Maltese Triangle Waist Company Incendio

In un concertone del Primo Maggio che ha fatto un po' strabuzzare gli occhi (e tappare le orecchie) a chi non aveva idea di chi fossero quegli strani personaggi definiti 'cantanti' (tipo Sfera Ebbasta), l'edizione 2018 ha visto tra i suoi momenti meno scontati il racconto della tragica fine di Rosaria Maltese, 14enne emigrata negli Usa che il 25 marzo 1911 perse la vita nell'incendio che divampò alla Triangle Shirtwaist Factory di New York. Insieme a lei, morirono altre 122 donne e 23 uomini. Una tragedia scaturita da condizioni di lavoro che rasentavano la schiavitù.

Quando, alle 16.40, divamparono le fiamme, le porte degli ambienti erano sbarrate: i datori di lavoro, convinti che la maggior parte delle lavoratrici italiane ed ebree avessero l'abitudine di rubare e di prendersi pause ingiustificate, erano soliti rinchiuderle all'interno, senza possibilità di uscire. In pochi minuti, da quello che probabilmente fu un mozzicone di sigaretta, si scatenò un vero e proprio inferno, alimentato anche dagli scarti e dai tessuti lavorati dalle donne.

Si scatenò il panico. Per 123 operaie (e 23 colleghi uomini) non ci fu scampo: erano quasi tutte immigrate, sottopagate, vessate e giovanissime, in media intorno ai 20 anni d'età. Rosaria Maltese, con i suoi 14 anni, era la più giovane. Non tutte le vittime morirono per l'incendio, o meglio, non per asfissia o per le ustioni: per tentare di sottrarsi al fumo e alle fiamme, 62 persone preferirono gettarsi nel vuoto dalle finestre.

L'incidente destò grande commozione, ma nell'aula di tribunale i proprietari della ditta vennero assolti nel processo penale. Vennero riconosciuti invece di omicidio colposo in una causa civile. L'incidente comunque contribuì a far aprire gli occhi all'opinione pubblica sulle condizioni lavorative a cui erano costretti molti operai, soprattutto immigrati, e diede un grande impulso alla lotta sindacale: la International Ladies' Garment Workers' Union, costituasi nel 1900, conobbe un boom proprio dopo il disastro, e si affermò in pochi anni come una delle associazioni più agguerrite per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

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