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18 Aprile Apr 2018 1955 18 aprile 2018

Cannes 2018: che cosa pensano le giurate di #MeToo

Sono cinque le donne, a fronte di quattro uomini, chiamate ad assegnare la Palma d'oro e gli altri prestigiosi premi. Vediamo che cosa pensano degli scandali sulle molestie sessuali.

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Cannes 2018 Giuria Donne Metoo

Poche donne in concorso, ma una presidente di giuria donna e altre quattro giurate, per un totale di cinque donne a fronte di quattro uomini nel gruppo ristretto di persone che decreteranno i vincitori del Festival di Cannes 2018. La sconosciuta del lotto è senz'altro Khadja Nin, cantante del Burundi che risiede in Belgio ed è diventata famosa a metà Anni '90 con l'album Sambolera. Tutte le altre, invece, sono volti noti. E visto che la presenza massiccia femminile non può fare a meno di far pensare a #MeToo, vediamo che cosa hanno dichiarato le stesse sul movimento e sugli scandali delle molestie sessuali in generale.

LÉA SEYDOUX

L'attrice francese Léa Seydoux ha avuto un ruolo di primo piano nel caso Weinstein, perché fa parte di quel folto gruppo di attrici che, in un modo o nell'altro, hanno subito le avances (o le molestie, o gli stupri) del produttore statunitense. Léa Seydoux ha raccontato la sua esperienza in un editoriale per il Guardian. Dopo averla guardata per tutta la sera, Harvey la invitò al suo albergo. Léa sapeva che non si sarebbe parlato di lavoro, ma ci andò lo stesso. Nel Guardian spiega di aver accettato perché Harvey Weinstein era un uomo potentissimo e tutte le altre attrici lo temevano molto. Una volta rimasti soli nella camera d'albergo del produttore, Léa racconta che lui le saltò letteralmente addosso. Lei riuscì a respingerlo, quindi se ne andò.

AVA DUVERNAY

La regista e sceneggiatrice statunitense afroamericana Ava DuVernay è una che di battaglie e minoranze se ne intende, visto che le vive sulla sua pelle. Prima donna afroamericana a ricevere una nomination al Golden Globe, ci va cauta nel considerare lo scandalo Weinstein come un momento di svolta. «Ci vorrà del tempo per capire se è una moda, un momento, un hashtag, uno scandalo su cui qualcuno farà un film tra 20 anni - su quella settimana che ci fece cadere la mascella - o se inizierà per davvero a cambiare dalle fondamenta quello che facciamo [...] Non sono pronta per dire che c'è un cambiamento, è tutto da vedere».

KRISTEN STEWART

Per l'attrice Kristen Stewart la questione è un po' più complessa. A fine 2017 è stata molto criticata per essersi rifiutata di rilasciare dei commenti sul caso Woody Allen (con cui ha lavorato anche la sua fidanzata Stella Maxwell), salvo poi dire di essere «grata per udire quello di cui di solito si parla sottovoce. Ne abbiamo sempre parlato, e non per essere specifici, ma, ah, si tratta di questo figlio di puttana [Weinstein]». Stewart poi ha parlato anche delle tante donne che lavorano nel cast tecnico come truccatrici o tecniche in generale, spiegando che anche loro sono vittime di avances indesiderate e molestie, sotto ricatto perché rischiano di perdere il lavoro.

CATE BLANCHETT

Chiudiamo con la presidente di giuria Cate Blanchett, anche lei sotto attacco per il suo silenzio sui casi di molestie sessuali. In particolare, Ronan Farrow le ha dato dell'ipocrita perché non avrebbe detto nulla contro Woody Allen, con cui lei ha lavorato e grazie al quale ha vinto anche un Oscar. Blanchett ha ribattuto alle accuse spiegando che a suo modo di vedere la giustizia ha già espresso un giudizio sulla vicenda, per quanto possa essere dolorosa e lacerante per la famiglia di Allen e dei Farrow.

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