11 Aprile Apr 2018 1745 11 aprile 2018

Condannati per stupro, scarcerati e mandati a lavorare in pizzeria

La decisione del giudice dei minorenni del tribunale di Napoli per i tre colpevoli.

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Avevano tra i 16 e i 17 anni i tre adolescenti di Capodichino e Forcella che nel maggio 2017 violentarono a turno una ragazzina di 15 anni, tra le risate. Dopo sei mesi di detenzione per lo stupro, però, per loro le porte del carcere si sono aperte verso l'esterno: per finire di scontare la loro pena, il giudice ha dato loro l'opportunità della messa alla prova, da effettuarsi in una pizzeria.

LA DINAMICA

Qualche pizza per uno stupro, insomma. All'epoca era stata proprio la vittima a mettere gli inquirenti sulle tracce dei suoi aguzzini, dopo averli identificati su Facebook. Nel seguirli, la ragazzina si era fidata di un amico comune che aveva con i tre. Lui se n'era andato, loro ne avevano approfittato, stuprandola. Lei all'inizio aveva preferito tacere, poi si era confidata con un'amica e a quella prima confessione era seguita la denuncia e una visita medica che non faceva altro che confermare la violenza subita.

MINACCE SUI SOCIAL

Lasciò sgomenti, all'epoca, il fatto che i tre ragazzini avevano continuato a usare i social come se nulla fosse accaduto, e anzi facendosi pubblicamente coraggio a vicenda una volta scoperto di essere indagati: «Passerà anche questa, sempre insieme amico», con tanto di foto abbracciati. In più, come se non bastasse, sulla bacheca della vittima erano piovuti insulti e minacce: «Così impari a denunciare».

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