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10 Aprile Apr 2018 1211 10 aprile 2018

Cosa fare quando si subiscono molestie sessuali sul lavoro

A seconda delle diverse situazioni, ci sono strategie precise che è bene adottare.

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Molestie Sessuali Lavoro Cosa Fare

Reagire al trauma causato da una molestia sessuale, anche di entità apparentemente minore come un contatto fisico non desiderato o degli apprezzamenti non graditi, non è mai semplice. Tantomeno se la molestia si verifica sul luogo di lavoro, ad opera dei colleghi o addirittura dei capi. La sorpresa e il timore spesso lasciano la vittima incapace di reagire, o a chiudersi in se stessa senza sapere a chi chiedere aiuto. Il New York Times ha raccolto le domande di molti utenti, individuando delle situazioni comuni, e ha intervistato delle esperte sul modus operandi più appropriato a seconda del tipo di molestia subita. Vi riproponiamo le loro risposte.

DIRE QUALCOSA IN PUBBLICO

Supponiamo che il vostro capo, parlando con voi, vi sfiori casualmente il ginocchio. La lettrice a cui è capitato ha raccontato che, qualche giorno, di fronte a tutti, gli ha detto ad alta voce: «Penso che lavoreremmo meglio se evitassi di toccarmi». Da quel giorno, non è stata più toccata. Le esperte concordano sul fatto che un atteggiamento simile può spingere il molestatore all'angolo, inoltre sbertucciarlo pubblicamente può spingere altre eventuali vittime a comportarsi allo stesso modo.

DIRE QUALCOSA IN PRIVATO

Anche mandare un messaggio privato a un molestatore può essere utile. L'ha fatto una lettrice: «Se lo rifai a me o a un'altra donna, chiamo la polizia». Il soggetto, che era un accademico, non prese più parte ad alcuna conferenza. Anche qui, le esperte lodano il comportamento della lettrice. Meno, invece, il fatto che il presidente dell'associazione, pur informato dei fatti, non abbia fatto nulla. In questo caso, bisogna anche chiedere esplicitamente a chi sa, ma non agisce, come ha intenzione di affrontare il problema.

REAGIRE FISICAMENTE

Un'altra lettrice ha raccontato di aver subito del solletico, apparentemente giocoso, e aver avvisato l'altra persona che se l'avesse rifatto gli avrebbe sferrato un pugno. L'evento si è ripetuto e lei, effettivamente, gli ha sferrato un forte pugno sulla spalla. Le esperte sconsigliano di reagire così, perché si passerebbe dalla parte del torto, soprattutto perché il contatto fisico precedente è ambiguo, per quanto indesiderato. Seguire dei corsi di autodifesa, comunque, aumenta l'autostima.

RIPORTARE AL CAPO

Una donna ha raccontato che dopo aver subito degli apprezzamenti indesiderati da parte di una persona che lavorava nel suo stesso campus universitario, ha raccontato al suo capo donna il fatto, e l'uomo è stato licenziato. La lettrice però ammette che se il suo capo fosse stato un uomo, probabilmente avrebbe taciuto per il timore di non essere presa sul serio. Le esperte però ci tengono a precisare che ci sono molti uomini in posizione di potere che non tollerano le molestie sessuali, e possono rivelarsi ottimi alleati, proprio come le donne.

E SE NON CI SONO LE RISORSE UMANE?

È difficile muoversi in un ambiente lavorativo in cui non c'è un reparto risorse umane presso cui denunciare problematiche lavorative come le molestie sessuali. Soprattutto se il molestatore è uno dei capi, e se in passato chi ne ha denunciato gli atteggiamenti razzisti è stato cacciato, come racconta la lettrice. In casi come questi, è bene cercare di parlare con le proprie colleghe, che magari potrebbero aver subito comportamenti simili. Una denuncia di gruppo è sicuramente più efficace e rende le persone interessate meno ricattabili. Se per vie interne all'azienda non si riesce a ottenere nulla, non rimane altra strada che quella legale.

SE DENUNCIO E NON SUCCEDE NULLA?

Capita anche che l'azienda non prenda provvedimenti nei confronti di un molestatore, costringendo la vittima magari a lavorargli fianco a fianco per chissà quanto tempo ancora. Anche in questo caso, le alternative non sono molte. Trovare delle colleghe che abbiano subito molestie analoghe dalla stessa persona, o agire per vie legali.

E SE LA MOLESTIA È TROPPO LIEVE O AMBIGUA PER ESSERE DENUNCIATA?

Ci sono dei comportamenti spiacevoli che però sono difficili da provare o che non sono legalmente perseguibili. In quel caso solitamente può bastare affrontare il molestatore a viso aperto, spiegandogli quali sono i comportamenti che vi infastidiscono. Solitamente, a quel punto le molestie cessano. In caso contrario, dovete ufficialmente denunciare la cosa al vostro datore di lavoro.

DOVREI EVITARLO?

Supponiamo che il vostro capo vi dica quanto siete belle, e che quel commento vi dia fastidio. Ovviamente, essendo il vostro capo, non vi conviene limitare al minimo i contatti lavorativi con lui, perché il vostro lavoro ne sarebbe penalizzato. La prova del nove è parlargli e spiegarli che cosa non vi va bene. Se recepisce le vostre parole e smette di comportarsi in un determinato modo, va bene così. Altrimenti, c'è sicuramente un problema più grave.

CHE COSA POSSONO FARE I TESTIMONI?

Se qualcuno usa delle parole fuori contesto o dal carattere sessuale, la cosa migliore da fare è prenderlo da parte e dirgli di evitare di ripetersi, perché in caso contrario lo denunceremmo. Intervenire è sempre la soluzione; non solo fa desistere i molestatori da comportamenti inappropriati, ma fa anche sentire le vittime meno sole e più comprese.

E SE MI LICENZIANO DOPO CHE HO DENUNCIATO?

Se il licenziamento fa seguito effettivamente a una denuncia e le due cose sono strettamente correlate, allora è il caso di adire alle vie legali, rivolgendosi magari a un sindacato che potrà fornire assistenza legale.

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