Femminismo

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10 Aprile Apr 2018 1754 10 aprile 2018

Il femminismo ha cambiato il significato di alcune parole offensive

Da 'stronza' a 'puttana', passando per 'zitella' e 'puritana': ecco come le donne hanno trasformato gli insulti più famosi.

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Puttana. Stronza. Zitella. A prima vista, queste tre parole le potremmo inserire nella categoria 'insulti'. In fondo, è così: sono parole offensive. Invece, come spesso accade, l'apparenza inganna. Dobbiamo prima contestualizzare l'uso di queste parole. Facciamo un esempio pratico. Vi ricordate a dicembre 2017 il caso degli hater contro Cecilia Rodriguez? Ecco, quello della sorella di Belen è un caso piuttosto emblematico perché rappresenta un mix di maschilismo e cyberbullismo dei celeberrimi 'leoni (o, forse, 'gattini') da tastiera'. In questo caso 'troia' è giustamente considerato un insulto. Ma prendiamo subito un altro esempio: andiamo nel 2011 a Toronto. Un poliziotto disse a un gruppo di ragazze del college che se non avessero voluto essere molestate, non avrebbero dovuto «vestirsi come zoccole». Anche questo è un insulto, ovviamente. Ma la reazione di quelle giovani donne ha fatto sì che una frase offensiva diventasse un loro punto di forza: organizzarono una marcia contro gli abusi sessuali, a cui parteciparono più di 3 mila persone, e la chiamarono SlutWalk (slut significa 'troia' in italiano). E ci sono tanti altri esempio.

STRONZA (BITCH)

Il primo vero sdoganamento della parola 'cagna' in senso positivo si ha nel 1996, quando venne creata Bitch Magazine. All'epoca non era un'espressione così popolare come oggi ma Andi Zeisle, la cofondatrice della rivista, la sentì per la prima volta nei sobborghi di New York ma era un insulto piuttosto popolare in alcuni quartieri della città. Così decise di usarla, privandola del significato negativo originale e facendola diventare una sorta di manifesto: «Se essere una donna sincera significa essere una stronza, la consideriamo un complimento».

SUFFRAGETTA (SUFFRAGETTE)

Nella lista c'è anche una parola apparentemente insospettabile: 'suffragetta'. Oggi ha un significato positivo ma a inizio Novecento, secondo la storica Nancy Rohr, non era affatto così. Nel 1906, il London Daily Mail definì 'suffragette' un gruppo di donne che lottavano per i diritti delle donne e per il suffragio universale. Era inteso come un insulto. «L'etichetta del giornale implicava qualcosa di non autentico, piuttosto piccolo e ridicolo (per via del diminutivo '-ette', ndr)», ha scritto Rohr nella Huntsville History Collection. E ha spiegato meglio in concetto: «Il movimento, per il giornale, era qualcosa di più piccolo rispetto alla cosa reale, un po' come un angolo cottura rispetto a una piccola cucina». Oggi, invece, viene usato per descrivere tutte quelle donne che si battono i propri diritti.

ZITELLA (SPINSTER)

Un po' più desueto è il termine zitella, termine molto usato nel secolo scorso anche in Italia. Secondo il dizionario, la 'zitella' è colei che non si è sposata e coloro che, secondo la gente, non sarebbero mai arrivate all'altare. Nonostante il calo di popolairtà della parola, alcune donne hanno trovato comunque il modo di rielaborare il suo significato. Come, ad esempio, Kate Bolick, scrittrice e autrice di Spinster: Making A Life Of Own Own. Durante un suo intervento nel 2015, spiegò che la vita di molte donne è dominata da due domande: «Chi sposerò?» e «Quando succederà?». Invece, per la Bolick, bisogna lottare affinché le donne smettano di preoccuparsi del matrimonio e si chiedano: «Come faccio a vivere in modo migliore la mia vita?».

FEMMINILE (GIRLY)

Più diffuso invece è il termine 'femminile' per indicare una ragazza carina e dolce. Peccato che, spesso, soprattutto nella lingua anglosassone, l'aggettivo è usato anche in accezione negativa, che lascia sottintendere debolezza, fragilità, stupidità e superficialità. Alcune donne sperano di cambiare questo lato, però. Non c'è motivo per cui la femminilità debba intrinsecamente implicare anche debolezza, quindi perché non si può usare 'girly' come simbolo di forza? Per i principianti, La rivincita delle bionde è uscito nel 2001, dimostrando efficacemente a un pubblico mainstream che, sì, le donne possono essere sia tradizionalmente femminili e intelligenti.

PURITANA (PRUDE)

Ultimo ma non ultimo, il termine 'puritana'. Anche se per esprimere questo concetto si possono utilizzare più sinonimi, tutto ruota intorno a una credenza, cio è che le donne considerate troppo sessuali vengono ridicolizzate come 'troie' e le donne che non sono abbastanza sessuali sono considerate 'puritane'. In pratica, si attua il 'complesso Madonna-puttana' teorizzato da Sigmund Freud. Visto che il femminismo ha in parte riqualificato la parola 'troia', allo stesso modo dovrebbe dare un nuovo significato anche al termine 'puritana'.

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