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10 Aprile Apr 2018 1944 10 aprile 2018

Il Coni ha introdotto le quote rosa nei consigli federali

Dal prossimo mandato, almeno il 30% dovrà essere composto da donne. E questo vale per tutto gli sport, calcio compreso.

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Coni Quote Rosa Sport

Quando avevamo parlato con Sara Gama, a ottobre, ce l'aveva detto: il 2017 sarebbe stato l'anno zero per il calcio femminile e, più in generale, per le donne nello sport. Detto, fatto. Ad aprile 2018, infatti, il Coni ha stabilito che, a partire dal prossimo mandato dei consigli federali, il 30% dei suoi membri deve essere donna. In pratica verranno applicate le quote rosa anche negli sport italiani. Anzi, in tutti gli sport italiani, per essere precisi. Compreso il calcio, probabilmente considerato da molti (e da molte) una delle discipline più maschiliste. Come spiega Lorenzo Vendemiale su ilFattoQuotidiano.it, inizialmente si era parlato di inserire una percentuale più alta nella norma approvata il 9 aprile 2018 dal Coni: il 50%. Ma alla fine la soglia che è stata approvata è stata leggermento inferione a un terzo del consiglio federale.

LE QUOTE ROSA DEL CONI SONO UNA VITTORIA?

Ma si può considerare davvero una vittoria? Secondo la presidente dell'associazione Assist Luisa Rizzitelli, non proprio: «Più che quote rosa, a me piace chiamarle quote anti-discriminazione di genere Per noi è un passaggio storico: le Federazioni avrebbero già dovuto adeguarsi alla legge Golfo-Mosca sulle quote rosa nei Cda delle aziende quotate e pubbliche. Nello sport ci siamo arrivati dopo, ma meglio tardi che mai». Anche perché, cercando nel passato, mai una donna è stata eletta Presidente di una Federazione. Anzi, forse una ce n'è stata: nel twirling, una disciplina ginnico-sportiva non molto conosciuta. Allo stesso tempo, basta vedere i dati relativi alle dirigenti del 2016: le federali erano appena il 12,5% del totale, percentuale che sale di poco, al 18,9%, per le societarie. Percenutali non proprio positive.

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