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9 Aprile Apr 2018 1743 09 aprile 2018

Sergio Castellitto: «Dissenso comune? Diluisce le responsabilità»

L'attore critica le firmatarie della lettera perché non si sarebbero sbilanciate a sufficienza. E si schiera con Asia Argento.

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Mentre personaggi come Luca Barbareschi lanciano strali contro #MeToo definendo il movimento «roba da mentecatti», c'è chi invece crede che in Italia non abbia preso abbastanza piede. Come Sergio Castellitto, ad esempio, che in un'intervista a GQ ha spiegato di considerare del tutto insufficiente la lettera firmata dalle oltre 100 artiste che si sono raccolte sotto lo slogan 'Dissenso comune': «L'ho trovata molto generica. Quando si parla di 'sistema' si rischia di diluire le responsabilità individuali e spegnere il problema. Si è scelta, anche nella protesta, la via più ecumenica». Parole pacate e ragionate, oltre che ragionevoli, ma che mettono in luce una problematicità di fondo che aveva già fatto discutere tempo fa.

QUATTRO SPILLETTE NON BASTANO

Secondo Castellitto, in un Paese come l'Italia, «che ha una capacità impressionante di mangiare, digerire, vomitare e far sparire l'immondizia sotto il tappeto», ci vogliono ben altre iniziative che non una generica dichiarazione di intenti e «quattro spillette ai David di Donatello per dire che siamo ancora vigili». Castellitto, nell'intervista, non vuole puntare il dito in maniera indiscriminata e ci tiene a ribadire che, se un uomo commette una molestia, è colpevole, senza possibilità di appello: «I molestatori sono semplicemente merde umane, e va detto: tu sei una merda umana e io non lo sono. Bisogna schierarsi, dire da che parte si sta, e da che parte bisogna stare? Semplice: dalla parte delle vittime. Si sta dalla parte delle donne».

LE DONNE CHE CIRCOSCRIVONO LO SCANDALO

Tra le donne che Castellitto sostiene c'è anche Asia Argento. E lo sorprende, invece, che le sue colleghe donne siano state molto meno sollecite di lui a sostenerla e appoggiarla nella sua battaglia contro Harvey Weinstein: «In Italia, unico Paese, gran parte del gotha delle artiste è stato molto ambiguo, e questo la dice lunga sul fatto che da noi quello della gestione maschile del potere è un tema molto più grave che altrove. L'ambiente fa quadrato. La reazione dei maschi non mi stupisce: mi ha stupito nelle artiste questo essere d'accordo sulle parole d'ordine da usare per circoscrivere lo scandalo». E, in buona sostanza, per lavarsene le mani, senza mostrare la minima solidarietà.

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