5 Aprile Apr 2018 1614 05 aprile 2018 Aggiornato il 06 aprile 2018

Aborto, bufera sul cartellone ProVita a Roma

A 40 anni dalla legge 194 il manifesto dell'associazione pensava di scuotere le coscienze. Ma fa leva sul senso di colpa e sul ricatto psicologico.

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Cartellone Pro Vita

«Sei qui perchè tua mamma non ti ha abortito».
Nel 2018, in Italia, un messaggio come questo ha campeggiato su un maxi cartellone a Roma dall'Associazione ProVita che ritraeva un feto a 11 settimane di vita, coprendo l'intera facciata di un palazzo nella zona dell'Aurelio, per dire no all'aborto. Il 6 aprile, lo stesso manifesto è stato rimosso. Ne ha dato notizia la lista civica Aurelio in Comune esprimendo soddisfazione per la «vittoria contro chi vuole mettere in discussione il diritto di scelta delle donne»

SCUOTE LE COSCIENZE?

L'Associazione ProVita, pesantemente criticata (il manifesto è stato segnalato all'ufficio affissioni da alcuni cittadini) si era difesa spiegando che il cartellone era stato affisso per la campagna di ProVita a 40 anni dalla legge 194, quella sull'aborto. «L'immagine di un bambino nel grembo materno, per scuotere milioni di coscienze. Da oggi fino al 15 aprile, il maxi manifesto ProVita di 7 metri per 11 ricorda che l'interruzione volontaria della gravidanza sopprime un essere vivente. Non un grumo di cellule».

FA LEVA SUL SENSO DI COLPA

Ma appunto, 40 anni dopo quella legge, sembra impensabile che si voglia tornare indietro negando un diritto a tutte le donne, o cercando di far crescere in chi di loro abbia scelto di interrompere la gravidanza il senso di colpa con frasi come «il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento», «tutti i tuoi organi erano già presenti», «ti succhiavi già il pollice». Messaggi che hanno suscitato una protesta sui social, oltre che quella delle consigliere del Pd al Campidoglio.

CHIESTA DAL PD LA RIMOZIONE IMMEDIATA

Michela Di Biase, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta e Svetlana Celli della Lista Civica #RomaTornaRoma lo hanno definito «un messaggio forte e doloroso sulla pelle delle donne. Il maxi manifesto offende la scelta delle donne di abortire, una scelta, sempre sofferta e dolorosa, garantita dalla legge 194 che a maggio compirà 40 anni», spiegano. «Si tratta di immagini che offendono la sensibilità anche di tutte le persone che hanno subito la fine di una gravidanza per i motivi più diversi. Difendere la vita con messaggi così crudi e violenti non appartiene alla storia delle donne, né della città. Per questo presenteremo oggi stesso una mozione per chiedere al Campidoglio la rimozione immediata di questi manifesti», avevano detto. Anche su Twitter è salita l'indignazione, soprattutto delle donne, che hanno riconosciuto nell'intenzione del manifesto un ricatto psicologico.

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