3 Aprile Apr 2018 1750 03 aprile 2018

Così le cheerleader vengono sfruttate dalle squadre di football

Contratti ridicoli e una serie di regole assurde: dal come depilarsi a come usare gli assorbenti interni.

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Cheerleader Regole Sfruttamento

Ci eravamo un po' indignati nel leggere le dure condizioni a cui dovevano sottostare le cheerleader nordcoreane, associandole le ristrettezze al regime di Kim Jong-un. Salta fuori che anche nei democratici Stati Uniti d'America le ragazze pon pon, se vogliono lavorare, devono seguire dei regolamenti ferrei che spesso sconfinano anche nella loro vita privata. Lo rivela un'inchiesta del New York Times, che ha indagato sulle condizioni lavorative delle cheerleader della Nfl, il campionato nazionale di football: si va dal divieto di indossare i leggings in luoghi pubblici ai consigli su come depilarsi e usare gli assorbenti interni.

SFRUTTATE

In realtà, gli aspetti critici della professione vanno ben oltre queste prescrizioni. Spesso, le ragazze sono assunte con il salario minimo, inquadrate con contratti part time che non danno diritto né a una pensione né a un'assicurazione sanitaria. Alcune squadre costringono inoltre le loro cheerleader a rivendere al pubblico un determinato numero di calendari che le immortala in bikini. Diciamo rivendere, perché prima le cheerleader sono costrette ad acquistare gli stessi calendari dalla società, rischiando così di perdere i propri soldi. L'obbligo di vendere calendari presenta un rischio per le cheerleader, che non si sentono affatto sicure ad aggirarsi, cariche di denaro, tra tifosi ubriachi che potrebbero palpeggiarle o aggredirle da un momento all'altro.

DUE PESI, DUE MISURE

Poiché le cheerleader vengono viste soprattutto come un ornamento estetico che serve a ravvivare i tempi morti delle partite, il loro aspetto fisico è sottoposto a ferrei controlli: alle ragazze viene raccomandato di mantenere il proprio peso forma e di depilarsi in una determinata maniera. Le divise, per quanto striminzite, devono essere sempre impeccabili. E l'etichetta si estende anche ai momenti extrasportivi: nei ristoranti, il pane va spezzato con le mani, ad esempio. Una serie di precauzioni che, in teoria, hanno l'obiettivo di prevenire comportamenti che potrebbero macchiare l'immagine della squadra. Ma è curioso che le stesse cautele non vengano prese nei confronti dei giocatori: e di recente la Nfl è stata colpita da una serie di scandali con protagonisti degli sportivi che maltrattavano le mogli.

PASSI AVANTI

Le regole non si fermano qui: alle cheerleader è fatto espresso e severissimo divieto di avere interazioni con i giocatori della prima squadra. Addirittura, devono abbandonare un locale in cui stanno mangiando se vi entra un giocatore, e bloccarli se cominciano a seguirle sui social media. Persino i tempi per bere durante le esibizioni sono contingentati: quelle dei Panthers possono farlo solo quando la loro squadra è in attacco. Per le cheerleader è difficile far sentire la propria voce e cambiare questa situazione. Sono tantissime le ragazze che competono per assicurarsi uno dei pochi posti disponibili; questo rende le ballerine facilmente ricattibili. Il licenziamento è dietro l'angolo. Ma alcuni segnali positivi ci sono: alcune cheerleader hanno vinto delle cause legali che hanno costretto le società a pagare loro dei soldi. Inoltre, la squadra dei Los Angeles Rams ha deciso di includere due ballerini uomini nel suo team. Una goccia nel mare, ma forse proprio da casi come questi si potrà costruire un futuro migliore per le cheerleader.

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