27 Marzo Mar 2018 1430 27 marzo 2018

#DeixaElaTrabalhar: le giornaliste brasiliane contro le molestie sessuali

Letteralmente significa 'lasciatela lavorare' ed è una campagna nata per aiutare le croniste sportive, vittime degli abusi dei tifosi negli stadi.

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No, non sempre un lavoro è sicuro e confortevole dentro un ufficio. C'è anche chi deve spostarsi continuamente, chi deve stare all'aperto a faticare e anche chi deve il reporter negli stadi. Beh, vi starete (giustamente) chiedendo in che modo fare il giornalista sportivo sia effettivamente così difficile. Tutto dipende dal contesto. Specialmente se siete delle donne e dovete avere a che fare con tifosi non sempre sobri. Prima di continuare, è opportuno fare una precisazione: non riguarda l'Italia ma il Brasile. Infatti, molte croniste, specialmente di calcio, sono state aggredite durante le interviste pre e post partita da alcuni supporters. La molestia sessuale che si ripete più spesso è il bacio (di sorpresa) alla reporter mentre è in diretta. E pare piuttosto evidente che così è impossibile lavorare. Proprio per questo motivo, è nata la campagna social #DeixaElaTrabalhar che in italiano vuol dire 'lasciatela lavorare'.

LA MOLESTIA SESSUALE IN DIRETTA TV A BRUNA DEALTRY

Molti giornali hanno parlato della campagna ma anche di uno dei fatti che sono successi a marzo 2018, per la precisione il 14, durante una partita di calcio. Bruna Dealtry, giornalista di Esporte Interativo, è stata molestata in diretta da un tifoso. La reazione è stata piuttosto composta, anche perché era in diretta ma ha comunque speso due parole per condannare il gesto ma, come si dice in gergo, the show must go on. Così ha continuato a lavorare, mettendo da parte i propri sentimenti e rimanendo quanto più professionale possibile. Una volta terminata la diretta, però, qualcosa non andava. La reporter ha quindi scritto un lungo messaggio su Facebook, con tanto di video dell'aggressione, per raccontare come si è sentita. In un passaggio è condensato tutto il suo pensiero: «Oggi ho sentito sulla mia pelle il senso di impotenza che molte donne provano negli stadi, nelle metropolitane e persino camminando per la strada».

Sempre fui uma repórter que adora uma festa de torcida. Não me importo com banho de cerveja, torcedor pulando, pisando...

Geplaatst door Bruna Dealtry op dinsdag 13 maart 2018

LA CAMPAGNA #DEIXAELATRABALHAR

Ma il caso di Bruna Dealtry non isolato. Solo nella stessa settimana, un'altra reporter, Renata Mederiros di Porto Alegre, è stata chiamata «troia» da un tifoso mentre era in diretta tv. Così, le giornaliste si sono sentite e hanno deciso di trovare un modo per risolvere la questione. «Sapevamo di dover alzare il volume», ha spiegato al Guardian Bibiana Bolson, giornalista di Espn, una delle coordinatrici della campagna. E ha continuato: «Indipendentemente dalle nostre singole professioni, in TV, alla radio, sul Web o sulla carta, tutte noi abbiamo sperimentato qualche forma di molestia sessuale». Secondo un'altra giornalista di Espn, Debora Gares: «La campagna è davvero importante perché dimostra che non è inoffensivo o divertente mancare di rispetto, molestare o cercare di demoralizzarci».

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