26 Marzo Mar 2018 1408 26 marzo 2018

L'inchiesta di Libération sui maltrattamenti delle soldatesse in Francia

Al Lycée Saint-Cyr, una delle più prestigiose scuole militari francesi, le donne ricevevano quotidianamente «insulti, vessazioni, e molestie psicologiche».

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Lycée Saint Cyr Liberation

Sessismo becero. E tante, troppe, umiliazioni. Quelle emerse in un'inchiesta dai risvolti agghiaccianti nell'era di #MeToo e della rivoluzione delle donne firmata da Libération, che ha pubblicato in prima pagina diverse testimonianze sui maltrattamenti subiti dalle studentesse de Lycée Saint-Cyr, una delle più prestigiose scuole militari della Francia dove ricevevano quotidianamente «insulti, vessazioni, e molestie psicologiche». Con un titolo inequivobaile: «Una macchina per macinare le donne».
In sei pagine di inchiesta, Libération descrive una situazione in cui «il sessismo è stato eretto a sistema».

MISOGINIA E OMOFOBIA

L’accademia francese è al centro di uno scandalo per gli abusi che regolarmente subiscono le studentesse, vittime di un gruppetto ultraconservatore di allievi detti tradis. Tutto è fatto «per estromettere le compagne e distruggere le loro ambizioni», scrive il servizio di Libération. I tradis sono «cattolici reazionari, misogini e omofobi». Sventolano la bandiera confederata «diventata simbolo di razzismo» e sposano idee di estrema destra. Non rivolgono la parola alle ragazze (tuttavia sono state ammesse alla scuola dal 1986) e le umiliano davanti a tutti, nell'indifferenza generale.

LE TESTIMONIANZE

«Mi vergogno di aver voluto far parte di un esercito che non è pronto ad accogliere le donne», scrisse al presidente Emmanuel Macron nel dicembre 2017 una giovane donna, allieva al secondo anno del liceo militare di Saint-Cyr dopo due anni di molestie psicologiche, decidendo di rinunciare al proprio sogno.
Come lei un'altra ragazza, chiamata dal giornale Mathilde, si è detta «perseguitata» fin dal suo arrivo alla scuola nel settembre 2016. «Si lasciano opprimere le ragazze ma non si sanzionano mai i boia», dice Aurore, 20 anni. E, fatto ancor più preoccipante, un ex professore speiega che le ragazze in accademia sono le grosses, ovvero le gravide: «Per loro le donne meglio se stanno a casa a fare figli».

LE REAZIONI

L'inchiesta sembra aver smosso le acque. La ministra della Difesa, Florence Parly ha dichiarato «inaccettabile che nel 21esimo secolo delle giovani donne siano oggetti di tali discriminazioni», aggiungendo: «Raddoppieremo gli sforzi affinché questi comportamenti di una minoranza, perché si tratta comunque di una minoranza, cessi». L'esponente del governo ha quindi promesso «tolleranza zero», evocando la possibilità di «esclusioni» o «sanzioni eventuali contro il corpo insegnante se non reagisce». «Potete contare su di me», ha avvertito.

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