21 Marzo Mar 2018 1813 21 marzo 2018

Twitter non previene la violenza online sulle donne?

Ha lanciato #MeToo, ma non avrebbe risposte adeguate su minacce di stupro e morte. Lo sostiene Amnesty International che sostiene la campagna #ToxicTwitter.

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Toxic Twitter Amnesty International

In piena bufera Facebook-Cambridge Analytica, nemmeno Twitter se la passa benissimo e finisce nel mirino per un rapporto di Amnesty International. Il motivo è che secondo l'organizzazione internazionale che si occupa di difesa dei diritti umani, la piattaforma dei cinguettii non riesce a prevenire la violenza online e gli abusi contro le donne, creando un ambiente tossico per loro. Accuse che arrivano proprio nel giorno in cui Twitter compie 12 anni: il 21 marzo del 2006, infatti, Jack Dorsey, fondatore e attuale amministratore delegato, lanciò il primo tweet di prova.

TRA MINACCE E ABUSI

Il rapporto di Amnesty - riporta il Guardian - mette in luce come il social network non abbia dato risposte adeguate quando venivano messi in evidenza abusi, anche quelli che violavano le sue stesse regole. La conseguenza, spiega l'organizzazione, è la presenza di minacce di morte e stupro, abusi razzisti e omofobi rivolti alle donne. Un controsenso, a pensarci bene, per la piattaforma che ha veicolato il movimento #metoo proprio contro le molestie sessuali. Twitter in disaccordo con Amnesty, ha spiegato di aver apportato più di 30 modifiche alla sua piattaforma per migliorare la sicurezza.

SERVONO PIÙ AZIONI CONCRETE

Un rapporto che si basa su una ricerca fatta negli ultimi 16 mesi e su interviste a 86 donne, tra cui giornalisti, esponenti politici e utenti comuni del Regno Unito e degli Usa, circa la loro esperienza di fronte al fatto che Twitter non ha preso sul serio le loro segnalazioni di molestie. «Le recenti iniziative indicano che l'azienda vuole essere parte di questo cambiamento, ma le donne non ci credono. Se non prenderà ulteriori misure concrete contro la violenza e le molestie online sulla sua piattaforma, Twitter non potrà sostenere credibilmente di stare dalla parte delle donne», spiega Azmina Dhrodia, ricercatrice di Amnesty International. Per questo Amnesty invita a sottoscrivere la petizione Stop alla violenza online, lanciando la campagna #ToxicTwitter.

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