Elezioni 2018

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16 Marzo Mar 2018 1240 16 marzo 2018

Come gli Usa guardano (e giudicano) l'Italia sui casi di molestie sessuali

Ma anche sulla sostanziale assenza delle donne dallo scenario politico. Il ritratto poco lusinghiero di una giornalista dell'Atlantic.

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Dagli Stati Uniti le giornaliste ci guardano. E non capiscono. Non si capacitano di come sia possibile che nel dibattito politico italiano le donne siano state praticamente assenti, con i talk show e le tribune elettorali a uso e consumo dei politici uomini. E di come il movimento #MeToo, benché ampiamente raccontato nella sua evoluzione statunitense, non abbia spinto praticamente nessuna donna a denunciare e non si sia trasformato in movimento anche qui, in un Paese dove gli abusi sono all'ordine del giorno e praticamente qualsiasi donna è stata vittima di molestie a carattere sessuale più o meno gravi. Un contesto che non è sfuggito a una testata di prima grandezza come The Atlantic.

POCHE ECCEZIONI

È sufficiente leggere un articolo di Rachel Donadio, ex giornalista del New York Times e attualmente di stanza a Parigi per coprire le notizie dall'Europa. In occasione delle elezioni 2018, Donadio ha trascorso qualche settimana a Roma, dove era già stata in passato. Stavolta, però, probabilmente anche grazie a una nuova sensibilità alimentata da #MeToo, si è resa conto di quanto le donne italiane siano un tassello mancante dai media, dall'economia, dalla politica: dalla società tutta, insomma. Le eccezioni ci sono, e Donadio fa dei nomi: Bonino e Meloni per la politica; Gabanelli, Annunziata, Berlinguer e Gruber per il giornalismo. Ma il resto del quadro, e Donadio, da osservatrice esterna, lo vede anche meglio, è sconcertante.

POCA PARTECIPAZIONE DAL BASSO

L'occupazione femminile al 54% è tra le più basse d'Europa, seconda solo alla Grecia. E #MeToo non ha prodotto un'ondata di denunce come accaduto negli Stati Uniti, perché come nota Donadio le donne italiane hanno paura di non essere credute e delle possibili ripercussioni legali (leggasi: querela). Secondo la giornalista, inoltre, è possibile che in Italia prevalga una mentalità secondo cui ci si aspetta che il cambiamento venga calato dall'alto, e si fa poco per ottenerlo agendo dal basso. Secondo Donadio, negli Stati Uniti ci si batte da decenni per le pari opportunità sui luoghi di lavoro, mentre l'Italia non ha ancora compreso il potenziale di una piena occupazione femminile.

UNA SITUAZIONE DELICATA

Donadio ha provato sulla sua pelle gli effetti di questa discriminazione: quando lavorava per il New York Times e doveva intervistare qualcuno, spesso l'intervistato rimaneva stupito dal fatto che fosse una donna, al punto di scambiarla per una segretaria o da pensare a un errore. Dal tono di Donadio non traspare un grande ottimismo per l'immediato futuro dell'Italia, che viene visto come un Paese ostaggio di una crescente xenofobia e di una élite di maschi anziani che impediscono ai giovani e alle donne di prendersi il posto che spetta loro nella società.

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