16 Marzo Mar 2018 1641 16 marzo 2018

Stupro di Firenze: «Ci siamo comportati da maschietti»

Così si è definito uno dei carabinieri sotto accusa: «Capii che si era realizzata un’occasione di sesso».

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È arrivato il momento che si pensi a un serio programma di educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado. Non ci sono altre considerazioni da fare, nel leggere le giustificazioni addotte da uno dei carabinieri accusato di aver partecipato allo stupro di Firenze ai danni di due studentesse americane: «Capii che si era realizzata un’occasione di sesso e così ci siamo comportati da maschietti». Lo ha detto Marco Camuffo davanti alla pm Ornella Galeoffi.

«LE AMERICANE FANNO AVANCES»

Secondo le indagini, come riporta il Fatto Quotidiano, Camuffo e il collega Pietro Costa avrebbero abusato delle ragazze approfittando della loro ubriachezza. Costa stesso avrebbe detto che una delle due aveva ripetuto a Camuffo che non voleva le si abbassassero i pantaloni. Il carabiniere ha anche spiegato di essere convinto di aver compiuto «una galanteria» nell'accompagnare le ragazze a casa. Salvo poi dire che «tutti sanno che queste americane spesso e volentieri fanno delle avances».

«NON SONO UN MOSTRO»

Costa ha invece ammesso di aver «violato tutti i doveri», ma rifiuta di essere paragonato a un mostro. «Ho fatto tanti sacrifici per poi arrivare qua e adesso mi sento imputato di un reato che ho sempre schifato: le violenze sulle donne». I due carabinieri hanno anche raccontato di non essersi accorti che le due ragazze erano ubriache. Costa ha inoltre detto di aver interrotto il rapporto sessuale senza portarlo a compimento.

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